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Coop: “Boom del settore bio, in un anno +10%”

Secondo la Coop la crisi ha cambiato le abitudini degli italiani, che comprano sempre meno carne e consumano sempre più cibo biologico.
A cura di Davide Falcioni
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Si chiama "Consumi e Distribuzioni" ed è il rapporto della Coop che analizza come siano cambiati i modi di consumare degli italiani. La crisi economica ha prodotto non poche novità nelle abitudini commerciali: il dossier rivela come siano lentamente caduti alcuni status symbol, soppiantati da quelli che potrebbero essere definiti "antichi valori": il risparmio, ad esempio, è aumentato dell'1,4%. Secondo Coop il 17% degli italiani condivide l'auto (sono 200 mila i noleggi mensili a Milano, con Enjoy e Car2Go), si divide la casa (15%), l'abbigliamento (21%) e gli oggetti di elettronica (25%). Oltre alla più trendy "sharing economy", si riscopre "il noleggio" e "l'uso" invece del possesso. Secondo il dossier le ragioni che spingono al risparmio sono tre: il futuro dei figli; l'acquisto della casa, che resta un bene su cui investire e infine il timore di perdere il lavoro. Dati che testimoniano anche un elevato clima di sfiducia: il 77% degli italiani crede che il paese navighi in cattive acque. Si tratta del dato peggiore d'Europa.

La crisi ha modificato anche le abitudini alimentari: per il cibo si spende il 18% del proprio "portafogli", un dato sensibilmente più alto rispetto al resto del continente. A trainare il settore sono in particolare alcune nicchie di mercato a lungo ignorate: il settore biologico è cresciuto del 10% in un anno e vale nella grande distribuzione 700milioni di euro, mentre la carne segna un meno 10%. Bene anche il made in Italy: il buon cibo attrae anche gli stranieri, che spendono il 65% degli altri anni, una spesa media di 103 euro al giorno.

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