Dopo aver conservato a lungo il non invidiabile primato di "città più cara d'Italia" nella speciale classifica stilata dall'Unione Nazionale Consumatori sulla base dei dati dell'inflazione diramati oggi dall'Istat, Bolzano è scesa in seconda posizione. Tra quelle con oltre 150mila abitanti la città trentina è stata scalzata da Modena, che per anni la incalzava a poca distanza ma ora è balzata in testa. Modena, pur non avendo l’inflazione più alta con il suo +1,1% (il record appartiene ancora una volta a Bari: +1,3%), ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia tipo, a 307 euro su base annua. Alle spalle della città emiliana si piazza Bolzano, dove il rialzo dei prezzi dell’1% determina un aggravio annuo di spesa, per una famiglia media, pari a 301 euro; in terza posizione Bari, dove l’inflazione a +1,3%, il primato di agosto, comporta una spesa supplementare pari a 270 euro. Seguono poi Genova (+219 euro), Brescia (+202 euro), Verona (+182 euro), Napoli (+173 euro), Trieste (+168 euro), Catania (+167 euro) e Catanzaro (+135 euro) in decima posizione.

Le città più convenienti d'Italia: Bologna, Ravenna e Trento

Le città più convenienti sono, invece, addirittura in deflazione. La più economica è Bologna, dove l’abbassamento dei prezzi dello 0,3% genera un risparmio annuo di 85 euro seguita a ruota dalla vicina Ravenna  (-0,3%, pari a -84 euro) e al terzo posto da Trento, -0,2%, con un ribasso del costo della vita pari a 49 euro. Bene anche Ancona, con inflazione al -0,1 per cento e 22 euro di risparmio. Livorno, Perugia e Cagliari non hanno invece fatto registrare nessun aumento dell'inflazione e di conseguenza neppure dei prezzi.

Le regioni più costose : Liguria, Abruzzo e Puglia

In cima al ranking delle regioni più care in termini di spesa c'è la Liguria che, con l’inflazione a +0,9, registra, per una famiglia tipo, una batosta pari a 207 euro su base annua. Alle sue spalle l’Abruzzo, dove l'aumento dei prezzi pari all’1% comporta un’impennata del costo della vita pari a 205 euro; terza la Puglia, dove per via dell’inflazione a +0,9%, si ha un aumento annuo di 175 euro. La regione con meno rincari è la Sardegna, dove l'incremento dei prezzi dello 0,1% si traduce in una maggior spesa annua di 20 euro. Marche e Umbria in seconda posizione, con una variazione dei prezzi pari a 22 euro per entrambe.

Istat: "Ad agosto inflazione a +0,4%"

L'Istat non ha confermato i dati preliminari dell'inflazione di agosto, che scende a +0,4% su base annua, dal +0,5% precedente. "Ottima notizia il rallentamento dell'inflazione. Purtroppo viene invece confermata la stangata sulle vacanze! Dopo i rincari intollerabili di luglio, infatti, in agosto proseguono i rialzi bulgari per chi è in ferie, in particolare nel settore trasporti: dal +31,7% del trasporto aerei passeggeri al +12,9% dei pacchetti vacanza nazionali (cfr tabella n. 3). Una speculazione bella e buona" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "Meglio è andata per chi è dovuto rimanere a casa. La bassa inflazione a +0,4%, significa, per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, avere una maggior spesa annua complessiva di ‘soli' 109 euro. Per una coppia con un figlio, il rialzo è di 99 euro su base annua, per una famiglia media, l'incremento dei prezzi si traduce in un aumento del costo della vita di 74 euro in più nei dodici mesi. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo complessivo è pari a 29 euro, 46 euro per un single con meno di 35 anni" conclude Dona.