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CGIA: “Nel 2014 per gli italiani 3,1 miliardi di tasse in meno grazie al bonus di 80 euro”

Il presidente della CGIA di Mestre spiega: “Il carico fiscale complessivo rimane ancora molto elevato e anche nei prossimi anni è destinato a rimanere su questi livelli”.
A cura di Davide Falcioni
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Il taglio delle tasse nel 2014 è stato superiore agli aumenti quindi i contribuenti italiani, malgrado una pressione fiscale molto elevata (43,3%), hanno beneficiato di un saldo positivo di 3,1 miliardi di euro. A renderlo noto è stato il centro studi della CGIA di Mestre, che ha messo a confronto i principali aumenti e le diminuzioni fiscali che hanno esperito i loro effetti economici nel 2014. “Era da molto tempo che ciò non accadeva", spiega il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi. "A far pendere l’ago della bilancia a favore dei contribuenti italiani è stato – evidenzia – il bonus fiscale introdotto nella primavera scorsa dal Governo Renzi. In linea di massima possiamo affermare che i maggiori benefici economici, come era giusto che fosse, sono andati ai redditi medio bassi, mentre quelli superiori non hanno ancora fruito di nessun sollievo fiscale. Nonostante ciò, il carico fiscale complessivo rimane ancora molto elevato e anche nei prossimi anni è destinato a rimanere su questi livelli. Purtroppo, la contrazione del Pil continua ad essere superiore alla diminuzione del gettito: pertanto, la pressione fiscale non si abbassa”.

Dall’osservazione delle voci che compongono la lista delle principali riduzioni di imposta avvenute nel 2014, la Cgia segnala il “bonus Renzi”, che mediamente ha diminuito di 80 euro le tasse dei lavoratori dipendenti a basso reddito (misura pari a 6,6 miliardi di euro), il “bonus Letta”, che ha aumentato le detrazioni Irpef per i lavoratori dipendenti a basso reddito (sgravio da 1,5 miliardi di euro), la cancellazione della maggiorazione Tares (1 miliardo di euro), la riduzione dell’aliquota della cedolare secca (1 miliardo di euro) e la deduzione del 30 per cento dal reddito di impresa dell’Imu applicata sugli immobili strumentali (714 milioni di euro). Non sono tuttavia mancati aumenti fiscali, tra i quali si registrano l'introduzione della Tasi (3,8 miliardi di euro di gettito), l'incremento della tassazione delle rendite finanziarie (720 milioni di euro di gettito), l’incremento dell’imposta di bollo sul dossier titoli (627 miliardi di euro) e la riduzione della deduzione forfetaria dei redditi derivanti dai contratti di locazione (627 milioni di euro).

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