Il Pd ha presentato un emendamento al decreto Sostegni bis per chiedere di estendere la cig Covid fino al 30 settembre per le imprese in crisi prevedendo per queste stesse aziende il blocco dei licenziamenti nel periodo in cui fruiscono della cassa integrazione. Attualmente è previsto lo sblocco dei licenziamenti al 30 giugno e il Pd cerca di uscire dall’impasse sulla proroga con l’emendamento presentato in commissione Bilancio. L’idea è quella di prolungare di altre 13 settimane la cassa Covid, a partire dal primo luglio, per le imprese che sottoscrivono un accordo con i sindacati che appartengono ai settori in crisi e che verrebbero individuati con un decreto dei ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico. E in questo periodo le imprese coinvolte non potrebbero licenziare.

Debora Serracchiani, capogruppo del Pd alla Camera, e Romina Mura, presidente della commissione Lavoro, spiegano: “Abbiamo proposto di mantenere il blocco dei licenziamenti fino a settembre per le aziende dei settori ancora in crisi, individuati con decreto dai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico, e previa sottoscrizione di un accordo con le organizzazioni sindacali. Non tutti i comparti produttivi sono stati colpiti allo stesso modo ed è giusto che vengano mantenute forme di sostegno ai lavoratori. Numerosi indicatori ci dicono che la ripresa economica sta partendo e che la crescita del Pil sarà anche più consistente di quanto previsto. Tutelare l'occupazione e aiutare le aziende in questa fase delicata è l'obiettivo che ci siamo dati”.

Anche Leu ha presentato un emendamento al decreto Sostegni bis che va in una direzione molto simile; a firmarlo il capogruppo Federico Fornaro, con la sottoscrizione di tutti i deputati: l’obiettivo di questa proposta di modifica è quello di spostare la fine del blocco dei licenziamenti al 31 ottobre 2021. Un altro emendamento del Pd, invece, punta a prorogare il blocco dei licenziamenti per i lavoratori del settore del tessile e della pelletteria, particolarmente colpiti dalla crisi economica derivante dall’emergenza Covid. A questi settori e ai loro datori di lavoro verrebbero “riconosciute ulteriori 15 settimane nel periodo compreso tra il primo luglio e il 31 ottobre 2021”. In questo stesso periodo le aziende non potranno licenziare, nel caso in cui l’emendamento dovesse essere approvato.