Esattamente un mese fa era rimasto appeso per ben 4 ore al suo furgone con la cintura di sicurezza. Gianluca Ardini, 28 anni, uno dei sopravvissuto al crollo del ponte Morandi, a Genova, è diventato papà. Pietro è venuto al mondo un minuto prima della mezzanotte del 14 settembre all’ospedale Evangelico di Voltri. Il neonato è in buona salute, così come la mamma. Gianluca più volte ha raccontato di come abbia tenuto duro per tanto tempo, a testa in giù. In quel drammatico momento, il ragazzo aveva solo una cosa nella testa: la famiglia che presto si sarebbe completata con l’arrivo del piccolino.

La sua immensa voglia di conoscere il suo primogenito è stato il pensiero ricorrente nell’attesa dei soccorsi, lunghi e difficili. “Non potevo morire, dovevo resistere, dovevo farlo per lui”, ha ripetuto più volte, anche al presidente Sergio Mattarella, quando è andato in ospedale a fargli visita. Il neo papà è ancora convalescente nel reparto di ortopedia dell’ospedale San Martino: ha il bacino rotto e ha subito anche una frattura scomposta della spalla, per questo non è stato ancora dimesso, ma da oggi avrà un motivo in più per velocizzare la riabilitazione.

Quelli del 14 agosto fa sono stati momenti durissimi anche per la stessa Giulia. Almeno fino alle 15, la futura mamma non aveva avuto notizie del compagno, ed era disperata. “Quando il telefono poi è squillato non ho avuto il coraggio di rispondere, lo ha fatto mia mamma, e quando ho sentito che Gianluca era vivo sono crollata e mi hanno ceduto le gambe. Mio papà mi ha preso al volo” racconta. Alla fine il fiocco azzurro è arrivato, per uno strano scherzo del destino, proprio il giorno prima della tragica ricorrenza: un momento di gioia che squarcia la tristezza per le 43 vite spentesi in quella mattinata di 30 giorni fa, con la vita che, nonostante tutto, va avanti, e supera il dramma.