Tra minacce e accuse reciproche, lo scontro tra M5s e Lega in vista delle elezioni europee del 26 maggio sembra ormai fuori controllo. Questa volta la bordata arriva direttamente dal vice premier Luigi di Maio che addirittura paragona il suo collega di governo Matteo Salvini al nemico comune Renzi. "Non posso commentare l'arroganza di questo tipo che ricorda Renzi quando gli chiedevano di far dimettere la Boschi" ha dichiarato infatti oggi il leader pentastellato in un durissimo attacco contro il Ministro dell'interno dopo la dura presa di posizione di Salvini contro il premier Giuseppe Conte sul tema dei migranti e il caso Sea Watch. Proprio la vicenda della nave di soccorsi ai migranti della Ong sembra essere diventato infatti in queste ore il terreno di scontro più aspro tra i due alleati di governo.

Tutto infatti è iniziato con le aperture di Conte allo sbarco dei migranti soccorsi in mare. "Non c'è presidente del Consiglio che tenga", ha tuonato in risposta il leader della Lega nel corso di una diretta Facebook, aggiungendo: "E non c'è ministro M5s che tenga: in Italia i trafficanti di esseri umani non arrivano più". Ora la replica di Di Maio che da Torino per la presentazione dell’area di crisi, ha dichiarato: "Non posso commentare l'arroganza di questo tipo che ricorda Renzi. Una cosa è certa: questa prepotenza aumenta, soprattutto sull’immigrazione, quando la Lega è in difficoltà con gli scandali di corruzione". "Non ci sto a rappresentare questo grande stratagemma per distrarre dall’emergenza del Paese che non è in questo momento l’immigrazione, ma la corruzione" ha aggiunto poi il Ministro dello sviluppo economico secondo il quale i continui attacchi di Salvini mirano a "spostare l'attenzione mediatica dalle continue notizie di rappresentanti della Lega coinvolti in casi di corruzione".

"Dalle continue dichiarazioni che escono è evidente che c'è chi vuole alzare il livello di scontro. Non c'è molto da aggiungere rispetto agli attacchi al presidente del Consiglio, che ha tutto il sostegno mio e del governo" ha ribadito Di Maio, sottolineando:"Dico solo che per la legge dei grandi numeri, se tutti pensano una cosa e c'è un singolo contrario, forse ha torto il singolo". "Di uomini soli al comando ne abbiamo già avuti e in Italia non ne sentiamo certo la mancanza" ha concluso DI Maio.