5 Gennaio 2013
19:44

Verso l’Architettura del 2013 (parte 3): Il WAF e la Medaglia d’Oro dell’Architettura italiana

Continuano i nostri pronostici sull’Architettura 2013 con la terza tappa di riflessione sulle tendenze dell’anno appena trascorso: nel mondo si costruisce green e si recupera il patrimonio storico.
A cura di Clara Salzano

Nella Parte 1 e nella Parte 2 del nostro articolo abbiamo osservato come, nel  2013, si vada verso una progressiva valorizzazione dell'Architettura semplice e partecipata e un recupero della tradizione, sempre però con un occhio alle nuove tecnologie costruttive. Parallelamente, e non è una novità, l’Architettura si sta interessando alla sperimentazione di soluzioni alternative ed eco-sostenibili. A richiederlo è l’emergenza stessa del nostro pianeta. È ciò che si può riscontrare dagli esiti del WAF – World Architecture Festival 2012, uno dei più importanti eventi del panorama mondiale, che ogni anno premia i migliori progetti realizzati o in corso di realizzazione, secondo specifiche categorie che vanno dagli edifici residenziali, commerciali o sanitari, fino alle progettazioni paesaggistiche urbane e rurali.

Il "World Building of the Year" è andato ai Cooled Conservatories at Gardens by the Bay. Singapore ha letteralmente stravolto in chiave green la sua baia: da parco nella Città a città nel Parco, come recita efficacemente lo slogan del progetto. Quest’ultimo persegue l’obiettivo attraverso la creazione di uno spazio che sia al contempo ricerca di sostenibilità e manifestazione di consapevolezza. Questi giardini, suddivisi in tre macro-aree, sono un incredibile esempio di eco-sostenibilità e di innovazione tecnologica nel campo delle energie rinnovabili. Quasi 17.000 metri quadrati solo di Bay South, dove sorgono le due serre premiate: una replica il clima mediterraneo e delle regioni tropicali semi-aride, l’altra riproduce i climi delle montagne tropicali tra i mille e tremila metri sul livello del mare. È in questa zona, infatti, che si concentra il meglio della tecnologia green e del giardinaggio verticale.

I grandi padiglioni in vetro e acciaio, che ospitano piante tropicali e varietà vegetali provenienti da ogni parte del mondo, affiancano torri solari alte 50 metri, i cosiddetti supertree, ricoperti da 160 mila piante tropicali di oltre 200 specie vegetali e di grande impatto visivo, dotati di pannelli fotovoltaici, collettori solari e serbatoi per la raccolta dell’acqua piovana. I supertree riescono da soli a produrre energia per l’illuminazione dell'intero parco, accendendosi di notte di mille luci colorate e dando vita a uno spettacolo visibile da tutta la città. Accanto a questi supertree sorgono altri padiglioni ad alta efficienza energetica che accolgono piante, laghi artificiali e attività educative, in grado di risparmiare il 30% dell’energia sfruttando gli scarti vegetali come biocarburante. Anche l’uso dell’acqua, nell’avvenieristico complesso, è particolarmente ponderato. Con un sofisticato sistema di filtraggio messo in atto attraverso l’uso di piante acquatiche, l’acqua lacustre e piovana viene raccolta e usata per l’irrigazione di tutto il parco e per il Flower Dome, uno dei padiglioni centrali dedicato ai fiori.

Anche il "Landscape of the Year" è rimasto a Singapore, con il Kallang River at Bishan – Ang Mo Kio Park, segno di un desiderio dell’uomo di rifondare il suo rapporto con la natura. L'intervento pensato dall'Atelier Dreiseitl permette alle persone di avvicinarsi all'acqua e di vivere i suoi ritmi naturali e la sua bellezza. Questo dovrebbe avere delle influenze positive sulla percezione della comunità e sulla consapevolezza nella gestione dell'ambiente fornendo visione unitaria, e per certi versi rivoluzionaria, dei rapporti fra terra e acqua, spazi per l'uomo e spazi per il fiume.

Conferendo invece il premio Student Team of the Year – Rethink and Renew ad un gruppo di tre studenti della Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara che ha compiuto un’affascinante riflessione su come affrontare, in modo sostenibile, la rigenerazione urbana e ambientale nei centri storici, non solo di Ferrara, ma anche di molte città europee e asiatiche, si è manifestata una grande attenzione anche nei riguardi del patrimonio storico esistente. “In The Core Of Reinassance Architecture” è il nome del progetto che riguarda la riqualificazione urbana della darsena di Ferrara, una delle poche città il cui centro storico è stato interamente incluso nel Patrimonio Mondiale dell’ Unesco.

L’assegnazione della Medaglia d’Oro all’ Opera dell’Architettura italiana 2012 "per la qualità della progettazione, l’intelligenza ambientale e contestuale, la realizzazione e la capacità d’innovazione tecnologica" a Vincenzo Latina per il Padiglione di accesso agli scavi dell’Artemision di Siracusa, ha sottolineato l'interesse sempre più frequente per i centri urbani stratificati, il patrimonio storico e le monumentalità esistenti. Il progetto di Vincenzo Latina realizza, mediante uno scavo archeologico, il collegamento con un'area sepolta, oggi poco conosciuta, e quella dei sotterranei dell'edificio comunale dove sono custoditi i resti delle fondazioni del tempio ionico. Si tratta di un piccolo edificio a padiglione che mette in luce un settore importante del tempio ionico dedicato ad Artemide, nel cuore antico dell'isola di Ortigia. La costruzione ingloba al piano interrato i resti delle fondazioni del tempio a cui si accede attraverso una scala interna all'edificio.

Risulta, così, evidente che l’architettura moderna, il gesto contemporaneo, quando intervengono nella storia, ne diventano parte.

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