Tony Boy e la scommessa del vinile: cosa significa pubblicare un album rap senza streaming nel 2026
Il prossimo 6 novembre, Tony Boy ha deciso di pubblicare il suo nuovo album "Cura", anticipato dal singolo "Una Bara Per Due". Il brano ha già superato un milione di stream su Spotify, ma sarà l'unico singolo presente sulla piattaforma del prossimo progetto. La decisione di Tony Boy di eleggere il formato in vinile come l'unico disponibile a contenere i brani del suo nuovo progetto potrebbe avere più piani di lettura.
Il più immediato è sicuramente legato al ribaltamento non solo dell'accessibilità al suo nuovo lavoro, ma anche alla rinuncia ai sistemi di misurazione con cui, in ordine di grandezza, tutti gli artisti si confrontano nei primi tre giorni dall'uscita. Sistemi come la presenza in playlist Spotify, come la Top 50 o la New Music Friday, ma soprattutto la somma numerica degli ascolti dei brani nelle prime 24 ore, non potranno essere utilizzati nei confronti di "Cura". Il dato diventa ancora più controverso se si pensa che, secondo il Global Music Report pubblicato dall'IFPI, nel marzo 2026, a livello mondiale i ricavi derivanti dallo streaming hanno superato i 22 miliardi di dollari, arrivando a rappresentare il 69,6% dell'intero mercato della musica registrata.
Nella parentesi italiana, l'egemonia delle piattaforme è persino più pervasiva: i resoconti di mercato della FIMI nel 2026 evidenziano che lo streaming coglie oltre il 65% del mercato discografico complessivo, costituendo di fatto il 98% del segmento digitale. Soprattutto in un genere, come quello attualmente di punta per l'industria discografica italiana, ovvero il rap, l'impossibilità di misurarsi e allo stesso tempo di raccontarsi attraverso i "numeri del successo", a cui si abbinano le certificazioni FIMI, diventa una strada poco percorsa, almeno in chiave mainstream.
Per raccontare la scelta di Tony Boy è utile anche un altro dato. Se da una parte i doppi dischi di platino di progetti come "Umile" nel 2023 o "Nostalgia (export)" nel 2024 raccontano la grande conversione in streaming dei progetti, c'è anche una parentesi legata al settore fisico. Per esempio la 2° posizione raggiunta da "Umile" nella classifica FIMI per il Vinile, seguita poi dal 1° posto di "Nostalgia (export)" a marzo 2024 e successivamente con il primo posto, sia come Top Album FIMI, sia nei formati fisici, di "Uforia" a luglio 2025.
Questo percorso è proseguito anche con "Trauma" e non si esclude che "Cura" possa essere determinato dagli stessi risultati, almeno nelle prime settimane. In questo senso, la scelta di condividere come "chiave d'accesso" del pubblico al progetto il singolo "Una bara per due", sembra dare ancora più valore a ciò che avverrà nel progetto, e non per forza per la sua natura musicale. Il singolo, che il pubblico ha letto anche nella chiave gossip legata a Gaia Bianchi, madre di sua figlia ed ex compagna del cantante, potrebbe diventare anche un'ottima operazione di marketing legata all'arrivo, il prossimo 6 novembre, dell'album.
La scommessa sulla propria fanbase da parte di Tony Boy non è un'azione solo legata al mondo musicale, ma anche alla remunerazione economica della pubblicazione. Basti pensare ai ricavi provenienti dai singoli stream su piattaforme come Spotify e alla distanza da quelli provenienti da un prodotto fisico, da cui potrà sicuramente trarre maggior vantaggio Atlantic Records Italy. Ci sono casi simili, soprattutto se leghiamo la produzione e la distribuzione di questi progetti a etichette come Universal, Sony o Warner.
Per esempio, abbiamo già visto come in passato come alcuni artisti italiani abbiano nascosto delle tracce, o versioni inedite delle stesse, solo all'interno della versione fisica. Come Salmo nel 2016 con "Mr. Thunder", che pubblicherà solo successivamente, o "Follia" di Blanco nel disco d'esordio "Blu Celeste" del 2021. Soprattutto all'estero, il fenomeno sembra aver un riconoscimento maggiore. Per esempio, "Guts" di Olivia Rodrigo aveva presente nella copia fisica del disco 4 brani inediti, pubblicati solo poi nel marzo successivo, a sette mesi di distanza, nella deluxe edition del progetto.
L'esempio che forse più si avvicina al prossimo tentativo di Tony Boy risale al 2015, quando Adele pubblicò l'album "25". Il progetto non venne reso disponibile nei primi 7 mesi dalla pubblicazione e l'unico modo per accedervi sarebbe stato quello di comprarlo a prezzo pieno in formato fisico o su piattaforme come iTunes. Esattamente come la mossa strategica messa in atto con Tony Boy, anche in quel caso la major pubblicò uno dei singoli di maggior successo dell'album. "Hello" dominò Spotify macinando record di stream mentre il resto del disco rimase un'esclusiva a pagamento. Una strategia che ha portato l'album a vendere 3 milioni di copie fisiche solo nella prima settimana. Nel rap americano, quasi in maniera assoluta nella sua versione underground, quindi non legata a un'etichetta, ci sono esempi di artisti che si sono messi alla prova con il proprio pubblico.
Un aspetto che toccherà anche Tony Boy, ma solo nel tentativo di "quantificare" i superfan. Ovvero coloro che non solo sono disposti ad ascoltare la musica del proprio artista di riferimento, ma ad attribuirle un valore, accettando il pagamento di un bene fisico. Se in Italia, tra i rapper più importanti compare Egreen con la remastered di "Il cuore e la fame", negli Stati Uniti tra le storie più importanti c'è quella di Nipsey Hussle, tragicamente scomparso il 31 marzo 2019.
Il rapper infatti, per il suo mixtape "Crenshaw", ha messo in vendita 1000 copie fisiche del suo progetto al prezzo di 100 dollari: le copie andarono esaurite in 24 ore. Alzando l'asticella, nel 2015, i Wu-Tang Clan producono il loro ultimo progetto, "Once Upon a Time in Shaolin". Il progetto venne stampato in un'unica copia, custodita in uno scrigno d'argento e venduta all'asta nel 2021 al collettivo digitale PleasrDAO per 2 milioni di dollari. Una strada alternativa, alquanto difficile da perseguire in questo senso, che fa totalmente affidamento all'idea di community costruita dall'artista. Un tentativo che potrebbe veder cambiare la promozione e la distribuzione dei progetti, anche quelli mainstream, nel recente futuro.