Testo e significato di “Giornate perse”, Marco Mengoni canta lo smarrimento e la difficoltà di affrontare il dolore

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Marco Mengoni - ph Bianchera
Marco Mengoni torna con “Giornate perse”, un brano sul dolore della perdita, lo smarrimento e la necessità di accettare la sofferenza senza vergogna. Testo e significato della canzone.

Marco Mengoni ha pubblicato l'ultima canzone, "Giornate perse", primo tassello del suo nuovo progetto musicale che arriva poco dopo l'annuncio della residency nel club Allo sbagliato. Le ultime uscite del cantautore erano con feat, c'è stato "Canto d'amore" con Angelina Mango, "Piazza San Marco" con Annalisa e "Sto bene al mare" con Sayf e Rkomi, mentre l'ultimo singolo solista è stato "Mandare tutto all'aria". L'ultimo album è "Matera (Prisma)" del 2023. "Giornate perse" porta la firma di Marco Mengoni insieme a Jacopo Ettorre, mentre la composizione è di Giovanni Pallotti, Vanegas ed Edwyn Roberts. La canzone è una riflessione sullo smarrimento che si prova dopo una perdita e sulla difficoltà di affrontare il dolore che ne segue.

Testo di "Giornate perse"

Non ti rivedrò, ci sono troppi muri intorno
E se mi mancherai, non è quello che voglio
Sento i vetri in gola, spero cambi tutto, spero cambi

Ora Marco non pensare e fai silenzio in questa stanza

Che non è niente, e non è niente
E non fate caso a quello che dico ultimamente
Sono cazzate, non perle
Sono giornate perse
A starmene in coda da solo, sempre
Facendo finta che non, che non sia successo niente

C'è ancora troppo vuoto intorno a me
L'avresti detto mai (Che)
Che ci vuole coraggio a non avere coraggio
E ammetterlo a se stessi
Ogni mattina nello specchio in bagno ti sento ancora
Non so nemmeno con chi sto parlando, per quel che vale
Non so più se ci siamo visti ieri, non ricordo
Forse è passato quasi più di un anno

Ora Marco non pensare e fai silenzio in questa stanza
Non esisti per nessuno
Urli, ma non è abbastanza

Che non è niente, e non è niente
E non fate caso a quello che dico ultimamente
Sono cazzate, non perle
Sono giornate perse
A starmene in coda da solo, sempre
Facendo finta che non, che non sia successo niente

Che bello l'attimo in cui l'uragano smette
Da lontano sento solo i freni delle biciclette
Si calma il fiume di pensieri che fa debordare la volta celeste
I portaceneri di sigarette
Adesso fai un respiro e corri verso il mare
Copri la luna con la mente e fatti trasportare

Ora Marco non ti serve più il silenzio in quella stanza

Che non è niente, e non è niente
E non fate caso a quello che dico ultimamente
Sono cazzate, non perle
Sono giornate perse
A starmene in coda da solo, sempre
Facendo finta che non, che non sia successo niente.

Il significato di Giornate perse

In questa canzone Marco Mengoni parla con se stesso, come se stesse in una casa sola a riflettere di ciò che gli è accaduto in questi ultimi anni. È stato un momento difficile della sua vita, con la scomparsa della madre, ma anche un periodo in cui ha dovuto cercare di farsi forza e andare avanti. Il tour negli stadi ne è stato l'esempio lampante. Parte da una mancanza, Mengoni: "Non ti rivedrò, ci sono troppi muri intorno. E se mi mancherai, non è quello che voglio, sento i vetri in gola, spero cambi tutto, spero cambi". I pensieri si inseguono, ma bisogna fermarli: "Ora Marco non pensare e fai silenzio in questa stanza".

La confusione è chiara quando canta: "E non fate caso a quello che dico ultimamente, sono cazzate, non perle. Sono giornate perse". Un modo anche per scendere dal piedistallo su cui lo mettono i fan, sentirsi una persona come tante, che soffre come tutti. La mancanza è continua, si sente ogni giorno, e bisogna lasciarsi andare, smetterla di sentirsi in dovere di riprendersi, avere coraggio, a volte bisogno solo stare nel dolore. "Giornate perse" è una riflessione sulla possibilità di riconoscere la sofferenza senza vergogna. Il bridge è il momento del disvelamento, della possibilità di lasciarsi andare: "Che bello l'attimo in cui l'uragano smette (…), si calma il fiume di pensieri che fa debordare la volta celeste (…). Adesso fai un respiro e corri verso il mare, copri la luna con la mente e fatti trasportare". Il mommento del silenzio è finito, è ora di riabbracciare il mondo.

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