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Addio amata Vespa. Soprattutto se un po' vecchiotta e inquinante. È quanto accadrà dal 1 novembre a Genova, dove il sindaco Bucci ha deciso di dare il via a un'ordinanza che sta facendo il giro del web. Un po' a sproposito, in effetti. Anche perché delle due l'una: o proviamo a salvaguardare l'ambiente e ridurre le emissioni inquinanti oppure non ci proviamo e ci teniamo mezzi di trasporto inquinanti. Compresi quelli a cui siamo più affezionati e che fanno parte del costume italiano.

Genova: stop alla Vespa che inquina

Sono migliaia in Italia, infatti, gli amanti della Vespa, soprattutto di quei modelli ormai "vecchi" e un po' desueti. Anche se, pare, che fatta l'ordinanza sia già stato trovato l'escamotage. Perché ovviamente per tutti quei mezzi a due ruote inquinanti ma con oltre 20 anni di esperienza su strada c'è la possibilità di iscriversi al registro storico e diventare quindi "d'epoca" con conseguente tutela. Non si potrà circolare completamente in libertà, ma a un eventuale controllo basterà dire che si sta andando a un raduno di moto d'epoca. E vai con l'inquinamento.

Il bisogno di provvedimenti pro ambiente

Il punto però in queste occasioni resta sempre un ragionamento più complessivo su politiche ambientaliste di cui necessita il nostro Paese. Ben vengano provvedimenti che limitano l'inquinamento delle nostre strade, il traffico e il conseguente smog. Ricordiamoci anche però che come ci ripetono gli studi più avanzati, finché non cambieranno le politiche dei grandi produttori e delle multinazionali, sarà difficile