"Sonetto" deriva dal provenzale "sonet", "un piccolo suono". Precisamente, 14 endecasillabi raggruppati in due quartine a rima alternata o incrociata e in due terzine a rima varia. Un antenato della canzone. Eppure, quando oggi pensiamo a un sonetto di Shakespeare ci sembra qualcosa di antico, molto distante da Youtube e dalla musica che si fa adesso. Ci voleva il progetto video, "Rehab-sette sonetti di Shakespeare", dello scrittore Massimiliano Palmese per farci ricordare l'origine recitativa dei componimento inventato da Jacopo da Lentini nella prima metà del Duecento. L'opera di Palmese è tanto più originale perché abbina alle poesie delle riprese video in bianco e nero, ispirate agli "screen test" di Andy Warhol. In tutto il progetto è composto da 7 video, uno per ognuno dei sonetti dell'autore inglese scelti per il progetto, interpretati da Cristina Donadio e Luca Iervolino. Come preferisce definirli Palmese sono delle "video-poesie":

Si tratta di un tipo di sperimentazione artistica multidisciplinare, in cui più arti (poesia, fotografia, cinema, recitazione, scenografia…) si fondono irrimediabilmente, e l'oggetto finale non risulta appartenere più a nessun genere particolare, ma ne fonda uno completamente nuovo. Oggi, con l'affermazione dei social media, e una "produzione autoriale di massa", la fotografia è selfie, il cinema una Instagram story, e soprattutto si sono moltiplicati piattaforme e canali di diffusione e di fruizione di questi "oggetti". Paradossalmente, in un mondo che procede a velocità più sostenuta, la forma breve e intensa della poesia può avere nuova linfa e diffusione. Si tratta di una comunicazione non orizzontale, ma verticale: che, nella sua rapidità, mira a un coinvolgimento profondo. In questo senso è, a sorpresa, un genere al passo con i tempi, e che forse ha un nuovo futuro.

"Rehab-sette sonetti di Shakespeare", l'idea di Palmese

Il progetto sperimentale di video-poesia è nato dopo la traduzione di Massimiliano Palmese di 154 sonetti di Shakespeare per il IV volume "Tutte le Opere di William Shakespeare" di Bompiani, uscito a gennaio. Le tematiche dei sonetti includono la tragicità del destino, la bellezza, la mutevolezza delle cose e la lotta della poesia contro lo scorrere del tempo. In video appaiono le molteplici personificazioni del personaggio principale delle liriche, il "giovane amato" o "fair youth", ripreso sempre in primo piano con tutte le sue trasformazioni, da uomo a donna fino a transgender. I piani sequenza ricordano i celebri "screen test" di Andy Warhol  girati tra il 1962 e il 1964. Quelli dell'artista statunitense erano dei brevi cortometraggi in bianco e nero che ritraevano in primo piano le persone che frequentavano la Factory, dalla modella Edie Siedewick al cantautore Bob Dylan fino a personaggi completamente sconosciuti. Anche i video di Palmese sono in bianco e nero e la voce che parla non appartiene mai all'attore in video. L'autore spiega così l'influenza di Warhol:

Shakespeare è stato recitato, letto, addirittura cantato. Nei paesi anglofoni è già molto diffusa la produzione di video con attori  che interpretano monologhi estratti dalle sue opere teatrali o anche i sonetti. Io ho preferito un'operazione più legata al cinema sperimentale, "povero", alla Andy Warhol, nei suoi videoritratti, e scegliendo la tecnica del "voice over", una voce recitante diversa dall'attore che appare in video, così da lasciare libero lo spettatore di immaginare se il personaggio in video è "soggetto" o "oggetto d'amore": se quelle parole gli sono dedicate o se sono i suoi stessi pensieri e desideri.

Le video-poesie di Massimiliano Palmese

É già online su Youtube lo spot di "Rehab-sette sonetti di Shakespeare", di Massimiliano Palmese, pubblicato il 10 aprile 2019 con la regia di Elena De Candia. E sulla scelta del termine "Rehab" che in inglese indica la "riabilitazione dall'uso di alcol e droga", Palmese ci rivela qualcosa in più, sottolineando il legame tra arte e salvezza ma anche quello con la dannazione:

E' un termine contemporaneo pieno di significati e suggestioni, che nasce indicando la "riabilitazione" dall'uso di sostanze stupefacenti. Il titolo può lasciare intendere sia che la poesia stessa è riabilitazione, rieducazione all'arte, o, più sottilmente, che l'arte (e anche l'amore come lo intende Shakespeare) è droga e medicina, il male e la cura. E' bene lasciare, anche qui, la più ampia libertà all'interpretazione di chi guarda e ascolta. E' una libertà che la poesia stessa esige.

I sonetti usciranno a breve, probabilmente nelle prossime settimane. Qui vi mostriamo in esclusiva il primo inedito dal titolo "Empire" (1:55) interpretato da Michele Rosiello con la voce di Cristina Donadio. I temi trattati sono la lotta contro lo scorrere del tempo e l'eterna giovinezza dell'uomo amato.