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Morto António Lobo Antunes, lo scrittore portoghese aveva 83 anni: “Ha aperto nuove strade alla letteratura”

António Lobo Antunes, tra i maggiori scrittori europei e voce centrale della letteratura portoghese, è morto a 83 anni. Autore di oltre trenta libri, era pubblicato in Italia da Feltrinelli.
A cura di Francesco Raiola
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Antonio Lobo Antunes – Ph Leonardo Cendamo:Getty Images
Antonio Lobo Antunes – Ph Leonardo Cendamo:Getty Images

Lo scrittore António Lobo Antunes, uno dei più grandi in Europa, è morto il 5 marzo a 83 anni. Il suo editore, Dom Quixote, ha confermato la notizia con un post sui social in cui scrivono di aver ricevuto la notizia in mattinata e di essere ancora sotto shock: "È con profonda tristezza e ancora in fase di ripresa dallo shock che abbiamo ricevuto questa mattina la notizia della morte di Antonio Lobo Antunes, uno dei più grandi nomi della letteratura portoghese, autore di romanzi che rimarranno per sempre nella memoria dei suoi lettori e ammiratori". La scomparsa di Lobo Antunes porta via uno dei più grandi autori europei, in Italia era pubblicato da Feltrinelli, di cui era uno degli autori più conosciuti.

L'importanza dello scrittore "ha superato i confini" continua l'editore che lo racconta come un uomo "che ha dedicato tutta la sua vita alla letteratura, rendendole il dovuto e meritato omaggio". Nato a Lisbona l'1 settembre 1942, Lobo Antunes si laureò in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Lisbona nel 1969, specializzandosi in Psichiatria, e lavorò presso l'Ospedale Miguel Bombarda. Fu nel 1985 che decise di dedicarsi completamente alla scrittura, ma pubblicò il primo libro, "Memoria da elefante" nel 1979 (ispirato alla sua esperienza della guerra coloniale in Angola), primo di una trilogia che vide l'uscita di "In culo al mondo" e "Conhecimento do inferno" nel 1980. I suoi studi li portò con sé anche nella carriera di scrittore, facendone materiale letterario e utilizzandolo per una narrativa della memoria "in cui la rilettura del passato è funzionale all'impietosa analisi della contemporaneità" come scrive Treccani nel profilo dedicato

Lo ha ricordato anche il Presidente della Repubblica portoghese, António José Seguro, che su Instagram gli ha dedicato un lungo post, rendendogli omaggio e definendolo una delle voci più grandi della letteratura portoghese contemporanea: "La sua opera, profondamente segnata dalla lucidità, dalla memoria e dal rigore morale con cui guardava al Paese e alla condizione umana, occupa un posto imprescindibile nella nostra cultura. Per decenni, i suoi libri hanno sfidato i lettori, aperto nuove strade alla letteratura e donato alla lingua portoghese un'espressione unica di intensità e verità".

Lobo Antunes è autore di oltre trenta libri, in Italia pubblicati da Feltrinelli che ha editato opere come  "L’ordine naturale delle cose" (2001), "La morte di Carlos Gardel" (2002), "Che farò quando tutto brucia?" (2004), "Buonasera alle cose di quaggiù" (2007), "Spiegazione degli uccelli" (2010), "Arcipelago dell’insonnia" (2013), "Non è mezzanotte chi vuole" (2018), "Lo splendore del Portogallo" (2019), "Sopra i fiumi che vanno" (2021) fino all'ultimo "Dizionario del linguaggio dei fiori". Da anni era uno dei candidati al Premio Nobel per la Letteratura e nonostante avesse più volte annunciato il ritiro trovava sempre spazio per un nuovo libro. Il suo stile era caratterizzato anche da un flusso di coscienza che permetteva il passaggio tra i ricordi dello scrittore (a proposito di memoria)

"L'immaginazione non esiste. Ciò che esiste è la memoria. Il modo in cui organizziamo i materiali della memoria", dichiarò in un'intervista a Expresso. E proprio il quotidiano portoghese ricorda come Lobo Antunes scrivesse a mano "con una calligrafia minuta, prima di trascrivere i testi in modo ordinato su fogli A4″ e che non pianificava la stesura dei romanzi: "Le immagini mi vengono in mente non so bene come o da dove". Il Presidente della Repubblica portoghese continua: "António Lobo Antunes è stato uno scrittore di raro coraggio intellettuale, capace di trasformare l'esperienza individuale e collettiva in una letteratura di grande respiro. La sua scrittura rimarrà una potente testimonianza del nostro tempo e un'eredità duratura della cultura portoghese".

Lo scrittore portoghese era molto amato anche in Italia, dove aveva ricevuto diversi premi, tra cui quello Bottari Lattes Grinzane 2018, sezione La Quercia. La motivazione era che "lo scrittore António Lobo Antunes non ha mai smesso di cercare le parole per ciò che comunemente definiamo indicibile, imponendosi così all’attenzione di lettori e di critici per l’originalità della scrittura e la profondità dei temi"

Nel 2014, poi, aveva vinto il Premio Internazionale Nonino, con questa motivazione: "La prosa del narratore lusitano è il canto struggente di un ribelle senza pace che polifonicamente distrugge la sintassi. Uno scrivere dove violenza e malinconia sono immerse in una solitudine metafisica e si intrecciano. Una marea incessante di morte e follia annegate in un crudo realismo, acide passioni inconfessate di un naufragio simbolo del nostro simulacro di felicità"

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