Morte di Shpat Kasapi, il fratello: “Pensiamo sia stato un ictus. Aveva avuto problemi di stomaco a cena”

La morte prematura del cantante albanese Shpat Kasapi, una star nel suo Paese, è rimbalzata in Italia perché il cantante è scomparso mentre era a Bologna. Kasapi era venuto nel nostro Paese accompagnato dalla moglie e dal figlio di 4 anni per un controllo medico al bambino, ma nella serata ha avuto un malore ed è deceduto. Una scomparsa che ha sconvolto il suo Paese e sta portando molte testimonianze sulle sue ultime ore. Il fratello Albin Kasapi ha dichiarato al programma Top Channel che gli sono state prestate le prime cure mediche direttamente nel suo appartamento, ma non è bastato. Ha parlato anche l'amico che lo ha accompagnato all'aeroporto e ha comunicato la notizia della morte alla famiglia.
"Stava bene, ma a cena ha avuto qualche problema di stomaco e senso di costrizione toracica, si è riposato un po' e poi ha avuto qualche preoccupazione – ha detto il fratello del cantante albanese -. Crediamo che abbia avuto un ictus ed è morto sul colpo". Albin ha spiegato che in precedenza il fratello aveva avuto solo qualche lievissimo problema cardiaco, ma nulla di cui preoccuparsi veramente: "Non c'era niente di pericoloso, cose normali. C'è stato anche un piccolo problema cardiaco, una contrazione, ma niente di grave. L'ambulanza è arrivata all'appartamento dove si trovavano e lo ha portato via".
Ha parlato anche uno dei migliori amici del cantante, Meti Myrtezani, che ha accompagnato Shpat all'aeroporto ed era stato con lui durante tutta la giornata, con l'ultima chiamata fatta alle 22. Come riporta la Gazeta Express, l'uomo ha detto: "Quando l’ho accompagnato da casa all’aeroporto abbiamo parlato di questioni familiari; andava in Italia per suo figlio, lui stesso non aveva problemi di salute. L’ultima conversazione è stata ieri alle 20:00. Mi ha detto: ‘Fratello mio, ho l’influenza, mi sono raffreddato. Ho appena finito le cose con mio figlio.’ Venerdì mi ha detto di andare all’aeroporto. L’ho chiamato dalle 22:00 perché avevo un presentimento, ma non mi ha risposto. Mi ha chiamato mio cognato verso l’una e mi ha raccontato tutto".
È stato lui a doverlo comunicare alla famiglia di Shpat, spiegando le difficoltà di doversi assumere questa responsabilità: "Sono stato la mattina per dirlo a sua madre. Non sapevo come dirglielo, non riuscivo a sopportarlo. L’ho detto a sua sorella, ma poi non sono riuscito a restare oltre”, ha raccontato Meti.