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11 Maggio 2018
12:01

Make-up e segreti di bellezza nell’antichità: i primi beauty center nascono a Roma

Oli profumati, creme anti età e trucchi per il viso: gli antichi romani avevano scoperto già molti secoli fa i segreti per una perfetta cura del corpo. Furono loro ad inventare i beauty center: il più grande e bello si trovava a Roma.
A cura di Federica D'Alfonso
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Il frigidarium delle terme, in un dipinto dell'olandese Lawrence Alma–Tadema.
Il frigidarium delle terme, in un dipinto dell’olandese Lawrence Alma–Tadema.

L’ossessione per la bellezza e per i cosmetici non è usanza recente: gli antichi romani, infatti, erano molto attenti alla cura del corpo e alle fascinazioni di una pelle curata e profumata. Oltre ad una serie di avanzatissime tecniche per produrre olii e unguenti, alcune delle quali utilizzate ancora oggi, i romani furono i primi ad inventare il moderno concetto di beauty center: lo testimoniano i monumentali complessi termali situati un po’ in tutto il territorio dell’antico impero. Più belle di tutte, le terme di Caracalla di Roma.

Le terme, i beauty center dell’antichità

Le terme di Caracalla a Roma.
Le terme di Caracalla a Roma.

Aperte a tutti e spesso gratuite, le terme diventano una vera e propria istituzione nelle grandi città romane a partire dal II a. C., quando gli antichi iniziarono ad apprezzare i vantaggi di una buona igiene e di un’estetica curata. Prima di allora, i conservatori criticavano le abitudini legate alla cura del proprio corpo come un sintomo di mollezza e inadeguatezza: il paragone era, come al solito, con i troppo “effeminati” cugini greci. Con lo sviluppo di avanzatissime tecniche di riscaldamento delle acque le terme iniziarono a fare la loro comparsa anche nelle città: nella sola Roma oggi si conservano i più grandiosi esempi di questo genere, come le terme di Caracalla e quelle di Diocleziano, le più grandi dell’antichità.

Qui i numerosissimi clienti, plebei o patrizi che fossero, potevano passare dal freddo rigenerante del frigidarium al caldo tepore curativo del calidarium: una volta completato il percorso attraverso le vasche si poteva usufruire di una vera e propria sauna, di sale adibite alla cura del corpo e di una palestra. Nei complesso più grandi, come quello di Caracalla, sono stati rinvenuti addirittura i resti di un teatro, di fontane e giardini, oltre che di una biblioteca e di quelli che dovevano essere gli antenati degli antichi shopping center.

Nelle terme di Caracalla l’occhio era il protagonista principale: ecco perché le maestose sale da bagno e le piscine erano decorate con bellissime opere d’arte. Fu fra i resti del complesso che gli archeologi rinvennero le tre gigantesche sculture del Toro, di Flora e dell’Ercole appartenenti alla collezione Farnese e oggi conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Argilla, olio d’oliva e nero di seppia: il make-up

Il canone estetico romano era molto preciso: la pelle, di uomo o donna che fosse, doveva essere sempre splendente e ben curata, i capelli lucidi e puliti e il viso quanto più pallido possibile. Il profumo era un’altra costante nella vita degli antichi avventori delle terme: spesso si versavano nelle acque vini e spezie, oppure olio di rose accompagnato da fieno greco, miele e maggiorana.

Pietra pomice, argilla e olio d’oliva erano altri tre elementi immancabili nei quotidiani rituali di bellezza antica. In molti siti archeologici italiani sono state rinvenute le antenate delle moderne creme antirughe, fabbricate con grasso animale, amido e sostanze oleose. Una volta spalmata la mistura sul viso, era tempo di passare al trucco, anch’esso molto curato e apprezzato: gesso per viso e braccia e fuliggine o inchiostro di seppia per i nèi finti e il contorno degli occhi.

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