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Il pubblico di Amici dovrebbe ringraziare Brunori Sas, invece di criticarlo sui social

Dario Brunori è stato giudice dell’ultimo pomeridiano di Amici. Oltre a tanti elogi c’è stata anche qualche critica incomprensibile da parte dei fan che a volte perdono di vista che l’obiettivo della trasmissione è far migliorare i cantanti.
A cura di Francesco Raiola
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Dario Brunori ad Amici
Dario Brunori ad Amici

"Possiamo fare un Amici senza il pubblico?" dice Dario Brunori a Maria De Filippi dopo l'esibizione di Opi, "Fanno anche l'applauso contro loro stessi, è il primo pubblico che applaude per non esserci". Il cantautore calabrese è stato il giudice di Canto dell'ultimo pomeridiano di Amici, cercando parole buone per tutti i cantanti presenti e lasciandosi andare a qualche battuta. Niente di estremo o offensivo, ha scherzato sugli outfit, sul pubblico, appunto, ma per ciascun cantante ha cercato il buono, nonostante sia impossibile non trovare qualche problema agli inediti che i protagonisti di Amici hanno pubblicato.

Nessuna cattiveria, solo realpolitik, dal momento che la maggior parte di loro sono acerbi, alla prima o seconda esperienza e ancora non propriamente consapevoli dei propri mezzi e di come usarli. E va bene così, sono ventenni che stanno crescendo. Eppure, nonostante ciò, fin dagli istanti immediatamente successivi alle registrazioni, a causa di alcune anticipazioni, un pezzetto del pubblico della trasmissione, che si lascia prendere più dall'appartenenza al fandom che alla possibilità di un gusto diverso, aveva cominciato a prendersela con uno dei migliori cantautori italiani a causa di quello che, secondo loro, sarebbe stata lesa maestà dei propri idoli.

Niente di nuovo, chiunque abbia mai espresso un giudizio in merito sa che fa parte del gioco, eppure vedendo quello che è andato in onda, alcuni commenti restano incomprensibili. Brunori, infatti, ha sempre teso una mano ai cantanti, cercando di spingere il meglio che aveva visto, mordendosi sicuramente la lingua su altre cose. Poi, come sempre, ha giocato un po' con l'ironia, come quando ha scherzato con Valentina sui parenti in studio o col pubblico, che mentre cantava Opi ha urlato così forte da rendergli difficile comprendere tutto.

Fortunatamente dopo qualche critica sono arrivati un profluvio di commenti positivi per lui, preso come esempio di giudice in grado di non essere sempre e solo buono (ma ha nascosto la sua "malvagità" dietro l'ironia). Molti hanno anche scherzato su come sembrasse un po' a disagio a commentare canzoni che forse non erano di suo gusto. E si sono creati thread divertenti e meme, come sempre accade quando si parla di Amici. È superfluo dire che per i giovani di Amici essere giudicati da Brunori e anche riuscire a fare due chiacchiere con lui dovrebbe essere un privilegio.

Il cantautore calabrese, infatti, che lo scorso anno si è classificato al terzo posto al Festival di Sanremo con la canzone "L'albero delle noci", ha una carriera che sarebbe da studiare per i giovani di Amici. Brunori, infatti, ha fatto una lunga gavetta in quello che una volta era il mondo indie. È arrivato al successo quando aveva già 32 anni (lui è del 1977 e il suo primo album è del 2009), quindi un'età adulta considerando gli standard odierni e ha fatto tutta la trafila dei live, passando dai piccoli locali ai sold out nei palazzetti. In più non ballerà – come ha scherzato durante la trasmissione – ma si è ritagliato un ruolo da stand up comedian che lo aiuta nei suoi concerti che sono veri e propri spettacoli poliedrici. Per questo i fan di Amici dovrebbero fare più attenzione, mettere da parte il proprio tifo (legittimo) e pensare al bene dei propri idoli che hanno solo da imparare. Per la perfezione, c'è tempo.

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Giornalista dal 2005, sono responsabile dell'Area Musica di Fanpage.it dal 2013. Sono stato tra i fondatori di Agoravox Italia, e ne sono stato direttore dal 2011 al 2013. Ho scritto di musica, tra gli altri, per Freakout Magazine e Valigia Blu e sono stato relatore al Master di I° livello “Scuola di Giornalismo Post Laurea” dell'Università degli Studi di Salerno. Sono stato per diverse edizioni tra i relatori al Festival Internazionale del giornalismo di Perugia.
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