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Il desiderio di Michele Bravi di diventare padre in Genitore 3: “Decidono per noi se è giusto pensare a un figlio”

Michele Bravi racconta nella sua canzone Genitore 3 la sua voglia di diventare genitore: testo e significato di questa lettera dedicata a un figlio che ancora non c’è.
A cura di Francesco Raiola
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Michele Bravi da adulto e da bambino
Michele Bravi da adulto e da bambino

Michele Bravi racconta la sua voglia di genitorialità nel suo ultimo singolo "Genitore 3", terzo singolo del suo prossimo album "Commedia Musicale" che uscirà il 17 aprile. Il cantante scrive una lettera a un figlio immaginario e la mette in musica. Reduce dal ventiduesimo posto all'ultimo Festival di Sanremo con la canzone "Prima o poi", Michele Bravi prova a raccontare uno dei passaggi più complessi, quello del diventare padre. Nel 2017 Michele Bravi spiegò, in un'intervista a Vanity Fair, di essersi innamorato di un uomo, ma rifuggiva la parola coming out. In quell'occasione, infatti, definì la propria relazione "fluida": "Non ho bisogno di fare coming out perché nessun giovane si stupisce che mi sia innamorato di un ragazzo, e penso che nessuno dei miei coetanei si tirerebbe indietro se gli capitasse di provare un’emozione per una persona dello stesso sesso".

Il riferimento a "Genitore 3" nel titolo

Il titolo della canzone fa riferimento alla questione "genitore 1" e "genitore 2" che qualche anno fa occupò le prime pagine dei giornali: la Cassazione aprì alla possibilità di inserire nei documenti quella dicitura al posto di padre e madre per aprire anche alle coppie non tradizionali. La Corte, infatti, ha bocciato un ricorso del Ministero degli Interni e con la sentenza n. 9216/2025 ha ordinato che si potesse rilasciare un documento elettronico a un minore con la dicitura "genitore" al posto di "padre/madre". Bravi ha voluto rievocare quella battaglia, con un'iperbole, quel "3" che richiama ciò che era già reso attuativo dalla Corte, ovvero la possibilità di non definirsi.

Il testo di Genitore 3

Succederà che un giorno tu
Prima o poi, mi odierai, mi odierai, mi odierai
Come ho fatto con i miei
Ma non sai che quando ho smesso di vedere
Con gli occhi di un figlio
Mi sono reso conto di quanto somiglio a mio padre
Ai silenzi di mia madre, mi spiace
Se poi con te io farò uguale
E un giorno tu vorrai cambiare nome
Ma mi scuserai se abbatto mi sbaglio e non mi sveglio
Che devi andare a scuola presto e fai ritardo

Da una vita senza di te
Non so bene come starti accanto
E non esiste un manuale da seguire pеr amare
Ma una vita senza di te
Fino a iеri non so come ho fatto
Sembra un paradosso, ma da un giorno all'altro
Sono io che ho bisogno di te, eh-eh-eh, eh-eh-eh
Più di quanto ho bisogno di me, eh-eh-eh, eh-eh-eh

Magari pure arriveranno
La consapevolezza e l'esperienza di una vita
O avrò imparato solamente il modo di sbagliare con te, con te, con te
Poi vedrai, poi vedrai, poi vedrai che è vero
Che non esistono istruzioni
Casomai lo vorrai, capirai sul serio
Succede da generazioni
Che non sappiamo dormire da soli
Ma ci improvvisiamo genitori

Da una vita senza di te
Non so bene come starti accanto
E non esiste un manuale da seguire per amare
Ma una vita senza di te
Fino a ieri non so come ho fatto
Sembra un paradosso, ma da un giorno all'altro
Sono io che ho bisogno di te, eh-eh-eh, eh-eh-eh
Più di quanto ho bisogno di me, eh-eh-eh, eh-eh-eh

E non so neanche se sia sensato questo mio discorso
Ma lo so che qualcuno lo decide al posto nostro
Se sia giusto che io pensi a un figlio
Poi ne parli come fosse al mondo
Queste cose potrò dirle un giorno
Risentiamoci tra qualche anno

Da una vita senza di te
Non so bene come starti accanto
E non esiste un manuale da seguire per amare
Ma una vita senza di te
Fino a ieri non so come ho fatto
Sembra un paradosso, ma da un giorno all'altro
Sono io che ho bisogno di te, eh-eh-eh, eh-eh-eh
Più di quanto ho bisogno di me, eh-eh-eh, eh-eh-eh.

Il significato di Genitore 3 di Michele Bravi

Michele Bravi dedica una canzone a un figlio che ancora non c'è. E lo fa con un dialogo immaginario che diventa una riflessione sulla genitorialità e anche su una genitorialità diversa da quella che consideriamo "ordinaria", ovvero quella di un padre e una madre. Lo spiega anche la nota stampa che lancia il singolo quando spiega che questo ragionamento nasce "tra consapevolezze personali e un clima sociale e politico che attraversa anche le scelte più private". Una scelta che è evidente quando Bravi canta "E non so neanche se sia sensato questo mio discorso ma lo so che qualcuno lo decide al posto nostro se sia giusto che io pensi a un figlio".

Bravi affonda le mani nel suo essere figlio e nel rapporto con i suoi genitori: "Ma non sai che quando ho smesso di vedere con gli occhi di un figlio, mi sono reso conto di quanto somiglio a mio padre, ai silenzi di mia madre". Dal conosciuto, insomma, per poi spingersi nell'ipotesi, in quello che potrebbe essere, nella domanda se è giusto che lui pensi a un figlio: "Magari pure arriveranno la consapevolezza e l'esperienza di una vita. O avrò imparato solamente il modo di sbagliare con te". "Non so bene come starti accanto e non esiste un manuale da seguire per amare" continua Bravi "Ma una vita senza di te fino a ieri non so come ho fatto", perché l'idea è quella che genitore lo si diventa, non lo si nasce, e tutto si costruisce con l'esperienza ma anche con gli errori.

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