Il ciclone Harry mette a rischio un’area archeologica sarda: in Tunisia riaffiorano parti della scomparsa Neapolis

Il ciclone Harry sta imperversando nel Mediterraneo, e dopo ciò che è accaduto a Pula nelle scorse ore a causa della mareggiata che ha messo a rischio il Santuario di Esculapio, si contano i danni nell'area archeologica di Nora. Ma la Sardegna non è l'unico posto in cui le conseguenze del ciclone Harry stanno facendo riaffiorare antiche anfore o sepolture dimenticate. Infatti, in Tunisia, in particolare nei governatorati di Nabeul e Mahdia, la mareggiata ha portato alla luce strutture murarie, colonne e blocchi lapidei finora sommersi. Secondo alcune ricostruzioni, potrebbero risalire alla città di Neapolis, inghiottita dal mare quasi 2000 anni fa.
L'intervento del sindaco di Pula: "Hanno devastato la parte retrostante il terrapieno della Chiesa di Nora"
Ma cominciamo dall'area archeologica di Nora, in Sardegna. È lì che il ciclone Harry sembra aver fatto i maggiori danni, con le autorità regionali che nelle scorse ore hanno visitato il posto, non solo per mostrare la vicinanza a una comunità che sta affrontando i disagi maggiori, ma anche per rendicontare i danni di questa mareggiata. Ironia della sorte, proprio l'area archeologica di Nora era stata riscoperta, alla fine dell'Ottocento, a causa di una mareggiata. La stessa che potrebbe risucchiarla completamente, come suggerisce il sindaco di Pula Walter Cabasino: "Sono rimaste colpite dalle frane che hanno devastato la parte retrostante il terrapieno della Chiesa di Nora".

Riaffiorate due tombe, vasi di epoca fenicia e anfore sul litorale di Chia a Domus de Maria
La visita della Presidente della Regione, Alessandra Todde, e dell’Assessora all’Ambiente, Rosanna Laconi, ha permesso la visione dei vari danni all'interno dell'area archeologica, ma non solo, con il sindaco Cabasino che ha sottolineato anche il cedimento della filiera turistica e ittica: "La visita è stata anche l’occasione per rappresentare alla Presidente e all’Assessora i danni causati agli imprenditori turistici, agli agricoltori e ai pescatori. E ancora per mostrare i danni strutturali lungo il litorale di S. Margherita. In seguito all’interruzione della 195 nelle interlocuzioni abbiamo rappresentato alla Presidenza anche le difficoltà degli studenti che si devono quotidianamente recare a Cagliari".
In questo senso, Cabasino ha sottolineato come "i beni del patrimonio pubblico danneggiati non potranno essere sistemati con le sole risorse comunali" e che sarà necessario l'intervento, anche urgente, di Stato e Regione Sardegna. Nel frattempo, è stato reso necessario l'intervento degli archeologi più a ovest sulla stessa costa, sul litorale di Chia a Domus de Maria, dove sono riaffiorate due tombe, ma anche anfore e vasi di epoca fenicia, subito delimitati dai carabinieri.
Emersi blocchi e colonne in Tunisia, nel sito antico di Neapolis, città inghiottita dal mare oltre 2000 anni fa
Nello stesso momento, a oltre 400 chilometri di distanza in linea d'aria, il ciclone Harry ha colpito anche la Tunisia, in particolare i governatorati di Nabeul e Mahdia. Secondo quanto riferito dalla ministra tunisina degli Affari Culturali Amina Srarfi, sono state inviate squadre scientifiche nel sito antico di Neapolis. La città punica, inghiottita dal mare ormai quasi 2mila anni fa, starebbe riemergendo attraverso i blocchi lapidei, colonne e porzioni murarie. Per adesso l'attribuzione non è ancora ufficiale, ma sembra seguire una linea scientifica interrotasi nel 2017, quando una missione congiunta tunisino-italiana aveva segnalato l'estensione di importanti resti archeologici sommersi al largo di Nabeul.