Ma in che lingua è cantata Jerusalema? L'estate del 2020 non sarà ricordata solo come quella del Covid-19, ma anche per l'arrivo in stile "tank" nelle nostre giornate del tormentone che sta facendo ballare il mondo nella lingua che non ti aspetti. Ad opera del ventiquattrenne Master KG, con la complicità di Nomcebo, la canzone sta macinando milioni di visualizzazioni grazie soprattutto a Tik Tok. Il brano nasce come un gospel rimasto finora abbastanza sconosciuto ed è stato pubblicato un anno fa, nel novembre del 2019, prima che qualcuno la rendesse virale, attraverso le fantasiose coreografie a cui stiamo assistendo in queste settimane. Il testo di Jerusalema è una invocazione, una preghiera che recita: "Gerusalemme è la mia casa, guidami, portami con te non lasciarmi qui. Il mio posto non è qui, il mio Regno non è qui, guidami, portami con te". Tutto cantato rigorosamente in lingua venda. Ma quali sono le caratteristiche di questa lingua sconosciuta ai più?

La lingua di Jerusalema, tormentone in "venda"

La lingua venda è una lingua bantu parlata principalmente in Sudafrica e Zimbabwe. Si tratta perlopiù di una variazione, un dialetto della bantu che si parla soprattutto in una regione settentrionale del Sud Africa, di cui è una delle undici lingue ufficiali. Secondo i dati dell'ultimo censimento sudafricano del 2011, coloro che la parlano sono 1.209.388, pari al 2,4% della popolazione, concentrati soprattutto nella provincia del Limpopo, dove la lingua è parlata dal 16,7% degli abitanti. Tuttavia la lingua venda è parlata anche in Zimbabwe, qui le stime sono meno precise e ci dicono che coloro che parlano la lingua di ‘Jerusalema' variano tra 84.000 e 150.000.

Jerusalema nella lingua senza "consonanti clic"

La lingua viene compresa nel gruppo S nella classificazione di Guthrie delle lingue bantu, insieme ad altre importanti lingue sudafricane come lo zulu, il xhosa, il tswana, il sotho del nord e del sud., Una curiosità. Rispetto a queste ultime, chi utilizza la lingua venda non usa le famose consonanti clic (o click) cioè consonanti non polmonari prodotte facendo schioccare la lingua contro il palato o contro i denti. Da qui la sonorità asciutta e ritmata alla base del successo per il tormentone dell'estate 2020 firmato dal duo Master KG Nomcebo.