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Gli U2 pubblicano a sorpresa l’EP politico “Days of Ash”: come Bono parla di Israele, Palestina, Iran, ICE e Ucraina

Gli U2 pubblicano l’EP politico “Days of Ash” con brani su ICE, Medio Oriente, Ucraina e Iran, con Ed Sheeran: un progetto urgente e separato dal prossimo album ufficiale.
A cura di Francesco Raiola
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U2 – ph Anton Corbijn
U2 – ph Anton Corbijn

Gli U2 hanno pubblicato a sorpresa l'EP "Days of Ash", sei canzoni completamente politiche, che toccano l'ICE negli Stati Uniti ma anche la questione israelo-palestinese, l'Ucraina e il Sudan, con la collaborazione anche di Ed Sheeran. Un album che non ha nulla a che vedere con quello che sarà il loro prossimo album ufficiale, ma che aveva un'urgenza tale, hanno spiegato, che doveva uscire. "Le canzoni di Days of Ash sono molto diverse per atmosfera e tema da quelle che inseriremo nel nostro album più avanti nel corso dell'anno. Questi brani dell'EP non potevano aspettare; queste canzoni erano impazienti di essere diffuse al mondo" ha detto Bono in una dichiarazione.

Queste, quindi, sono canzoni di sgomento, ha continuato il cantante irlandese, di lamento, ben diverse da quelle di festa a cui stanno lavorando in questo momento e che comporranno il loro prossimo album. La band ha anche pubblicato una rivista ad hoc, Propaganda, in cui Bono racconta le canzoni dell'album e in cui si legge, in apertura: "Crediamo in un mondo i cui confini non vengono cancellati con la forza. In cui la cultura, la lingua e la memoria non sono messe a tacere dalla paura, e in cui la dignità di un popolo non è negoziabile". La band specifica come il loro sostegno a coloro la cui libertà è minacciata "non riguarda la scelta delle parti in una gara di potere".

La band apre l'EP con "American Obituary" una canzone contro l'ICE, l'agenzia federale statunitense preposta al controllo dell'immigrazione e alla sicurezza doganale. Militari in strada che sono diventati protagonisti di proteste a causa del loro modo di agire violento. Al punto che lo scorso gennaio uccisero Renée Nicole Macklin Good, madre di tre figli a cui ha dedicato una canzone anche Bruce Springsteen ("Streets of Minneapolis"): "Renée Good nata per morire libera. Madre americana di tre figli. Settimo giorno di gennaio. Un proiettile per ogni bambino" canta Bono nella canzone.

La seconda è "The Tears Of Things", tratta da un libro del frate francescano Richard Rohr che prendendo spunto dal David di Michelangelo esamina come sia possibile vivere con compassione in un'epoca di violenza e disperazione. La canzone è un dialogo tra lo scultore e la statua che si rifiuta di dover diventare Golia per sconfiggerlo: "Se metti un uomo in una gabbia e lo fai tremare abbastanza quell'uomo diventa il tipo di rabbia che non può essere rinchiusa" una frase che rimanda alla questione tra Israele e Palestina. Nell'intervista a Propaganda Bono spiega: "Come l'islamofobia, l'antisemitismo deve essere contrastato ogni volta che ne siamo testimoni. Lo stupro, l'omicidio e il rapimento di israeliani il 7 ottobre sono stati un atto malvagio… Ma l'autodifesa non è una difesa per la brutalità travolgente della risposta di Netanyahu, misurata dalla morte di decine di migliaia di palestinesi innocenti".

"Song of the Future" racconta dell'Iran attraverso un omaggio alla sedicenne Sarina Esmailzadeh, una delle migliaia di studentesse iraniane che nel 2022 sono scese in piazza nell'ambito del movimento "Woman, Life, Freedom". La ragazza, scesa in piazza per protestare contro la morte di Jina Mahsa Amini fu picchiata dalla forze di sicurezza iraniane ed è morta a causa delle ferite riportate: "Sarina, Sarina, lei è la canzone del futuro che risuona nella mia mente" canta Bono.

Nell'album c'è anche la lettura di "Wildpeace" – una poesia del poeta israeliano Yehuda Amichai – da parte dell’artista nigeriana Adeola, con musica degli U2 e di Jacknife Lee. Un testo che parla di pace e che fa riferimento anche al Sudan. "One Life At A Time" parla è un omaggio a Awdah Hathaleen, padre palestinese di tre figli, ucciso nel suo villaggio della Cisgiordania dal colono israeliano Yinon Levi lo scorso luglio. La sua morte ha fatto molto scalpore perché Hathaleen era stato consulente e appariva  nel documentario "No Other Land". Al suo funerale, uno dei due registi, Basel Adra, disse che i palestinesi vengono cancellati "uno alla volta" dando il titolo alla canzone.

L'ultima canzone "Yours Eternally" è dedicata al conflitto tra Ucraina e Russia, di cui Bono ha molto parlato in questi ultimi anni, suonando anche nella metro di Kiev. nella canzone Bono e The Edge sono accompagnati dal musicista ucraino diventato soldato Taras Topolia e da Ed Sheeran. Quest'ultimo aveva messo in contatto il musicista ucraino con la band irlandese e col tempo sono diventati amici e questa canzone è la lettera di un soldato in servizio attivo. Di questa canzone sarà pubblicato un documentario di quattro minuti girato dal cineasta e regista ucraino Ilya Mikhaylus, che uscirà martedì 24 febbraio, quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina.

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