In questi anni sono tanti, e molto diversi tra loro, i libri usciti su don Lorenzo Milani e sulla sua fondamentale attività educativa e politica in quel di Barbiana con i giovani e i figli dei contadini. Di recente, in occasione del pellegrinaggio di Papa Francesco a Bozzolo e a Barbiana, per rendere omaggio a don Primo Mazzolari e a don Lorenzo Milani, "i due sacerdoti che oggi ci offrono un messaggio di cui abbiamo tanto bisogno" come li ha definiti il Papa all'Angelus di domenica scorsa, ricordiamo solo l'ultimo in ordine di uscita: "Parole per i timidi e i disobbedienti" del giornalista sportivo Andrea Schiavon (ADD editore) dedicato all'autore di "Lettera a un professoressa" di cui il prossimo 26 giugno ricade il cinquantesimo anniversario della morte.

"Io non considero che uno che sa leggere la Gazzetta dello sport sappia leggere". Ogni volta che mi imbatto in questa frase di don Milani, quando arrivo in fondo, al punto, mi sento come un criminale, uno spacciatore di ignoranza."

Il libro di Andrea Schiavon, giornalista sportivo che oggi lavora per "Tuttosport", muove da questa frase, in occasione del mezzo secolo dalla morte di Don Lorenzo Milani e dalla pubblicazione di "Lettera a una professoressa", il libro nato a Barbiana dai ragazzi di don Milani grazie a uno straordinario esercizio di scrittura collettiva. "Ma cos'è mutato" si chiede Schiavon "nella scuola in questo arco di tempo?". Che cosa succede se quella Lettera viene riportata oggi sui banchi, data da leggere e riscrivere ai ragazzi, anziché essere relegata nel mondo dei "libri che si citano ma non si leggono"? Andrea Schiavon lo ha fatto, intrecciando il racconto della sua passione per don Milani alle scintille nate dai suoi incontri con gli studenti di alcune scuole italiane per parlare di questo prete rivoluzionario e per far dire ai ragazzi cosa cercano nella scuola di oggi.

"E se io non rientrassi in un numero che va dallo zero al dieci?" chiede uno di loro. "Come può funzionare un sistema dove gli insegnanti non hanno voglia di insegnare e gli studenti di imparare?" domanda un altro. Nel libro si alternano i capitoli che raccontano don Milani, a quelli in cui i ragazzi dicono cosa ha significato per loro scoprire "Lettera a una professoressa" e cosa di attuale hanno trovato in quelle parole. Nel cinquantenario della morte di Milani e dell'uscita del suo celebre libro, Andrea Schiavon gli fa l'omaggio più vero: riportare le sue parole dove sono nate, a scuola, ridando loro una vita inattesa.