Torna dall'1 al 3 giugno a Riccione la nuova edizione dei Dig Awards, i premi internazionali dedicati a inchieste e a reportage video dell'intera stagione, in grado di attirare l'attenzione dei principali media di informazione a livello internazionale. I vincitori della competizione 2018 saranno annunciati durante la tre giorni in terra romagnola. Una giuria di esperti, composta da 12 professionisti tra cui giornalisti, direttori e produttori in arrivo da tutto il mondo e capitanati da Jeremy Scahill, famoso reporter d'assalto di origine statunitense, determinerà il migliore tra i circa 200 lavori presentati, che trattano temi come la violazione di diritti umani e civili con particolare riferimento a donne e bambini, le dinamiche dell’economia globalizzata e la crisi del sistema bancario. In particolare, per gli autori italiani si conferma centrale la riflessione su mafie, corruzione e sfruttamento del lavoro mentre in ambito europeo si riduce leggermente il numero dei reportage dedicati ai migranti, con un’attenzione rivolta più ai nuovi ghetti d’Occidente che ai flussi migratori.

C’è tempo, invece, fino al 29 marzo per partecipare a DIG Pitch, la categoria di concorso riservata ai progetti in fase di sviluppo o pre-produzione. In palio ci sono 15mila euro e la possibilità di entrare in contatto con importanti produttori internazionali, come è successo ad esempio a Teresa Paoli, che ha partecipato a DIG Pitch nel 2016: pur non vincendo, il suo progetto sulla comunità cinese a Prato ha incontrato l’interesse della rete franco-tedesca Arte che ha deciso di produrlo. Per ulteriori informazioni, è possibile visitare il sito ufficiale dell'iniziativa.

Tra i vincitori dei Dig Awards 2017 anche Fanpage.it

Tra i vincitori dell'edizione 2017 dei Dig Awards compare anche tra le opere brevi, nella sezione "Short", "Il caso Provolo", la video inchiesta realizzata da Sacha Biazzo per Fanpage.it sullo scandalo che ha scosso il mondo ecclesiastico nel 2009. In circa 12 minuti di filmato, sono passate in rassegna le testimonianze di alcuni dei 67 disabili che hanno denunciato gli abusi da parte dei preti dell'Istituto Provolo di Verona, struttura che accoglie i minori sordomuti provenienti da famiglie povere e in difficoltà. Molti prelati sotto accusa sono oggi morti, alcuni sono stati trasferiti in Argentina e altri sono ancora in vita. Nel servizio c'è, in particolare, la testimonianza di Don Piccoli, che parla di almeno 10 sacerdoti coinvolti, e che confessa di aver avuto un singolo rapporto con uno dei disabili.