4 Giugno 2020
12:23

“Democrazia”: otto interviste ai grandi pensatori contro la minaccia sovranista

“Democrazia” a cura di Antonio Fico ripercorre le tappe fondamentali dello sviluppo di questa forma di governo e della sua portata storica per l’umanità intera. Dall’antica Atene ai pericoli del web, le interviste a otto eminenti storici e pensatori ci mettono in guardia contro i pericoli del sovranismo.
A cura di Redazione Cultura

Un libro per riflettere sul passato e sul presente di un'idea: è "Democrazia" (Edizioni LiberEtà, pagine 120, prezzo 10 euro), testo a cura di Antonio Fico con i contributi di eminenti storici e pensatori, da Luciano Canfora a Giovanni De Luna, da Paolo Ercolani a Yves Mény, passando per Michele Mezza, Marco Revelli, Giovanni Sabbatucci e Nadia Urbinati. Un volume, denso di pensieri che cercano la strada per un futuro sostenibile per quella che, nella famosa citazione di Winston Churchill è "la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora" e che nasce col programmatico intento di rispondere alla minaccia sovranista. "Democrazia è parola antichissima – si legge nell'introduzione di Fico – che, come ci ricorda l’enciclopedia Treccani, corrisponde a una «forma di governo che si basa sulla sovranità popolare e che garantisce a ogni cittadino la partecipazione in piena uguaglianza all’esercizio del potere pubblico». Concetto che dovrebbe mettere tutti d’accordo e che invece, come poche altre idee filosofiche e politiche, ha diviso gli uomini e continua – nel bene e nel male – a dividerli. Contro la democrazia si è tramato, in nome della democrazia ci si è battuti".

Democrazia: 8 grandi studiosi nel volume a cura di Antonio Fico

Tuttavia, oggi, quella strada è sempre più "Stretta tra il capitalismo antidemocratico della globalizzazione e i sovranismi, la democrazia oggi combatte la sua epocale battaglia per la sopravvivenza. Il capitalismo senza regole della globalizzazione alimenta disuguaglianze crescenti e svuota gli istituti democratici delle decisioni che riguardano noi tutti. La risposta è la chiusura identitaria dei nazionalsovranismi che, sotto il velo di un’apparente “iperdemocrazia”, assecondano l’interesse immediato, senza rappresentare una vera risposta alla crisi. Per questo è quanto mai necessario, anzi urgente, riflettere sul concetto di “democrazia” (termine controverso sin dalle origini) e sui significati che ha assunto nel tempo."

Dalla democrazia nell'Atene classica all'avvento del web

Se il pericolo che si nasconde dietro l'iperdemocrazia è la rottura dei meccanismi che ne regolano il senso e la direzione, con la paradossale perdita di democrazia, l'unico rimedio è ripartire dalle fondamenta. Questo il tracciato del volume a cura di Antonio fico. Così passiamo dal racconto della democrazia nell’Atene classica fino all’avvento della rete, ripercorrendo in modo non convenzionale le tappe di una vicenda affascinante e mutevole, attraverso le otto interviste ai già citati esperti, che riaffermano il senso e il valore dell’idea di democrazia lungo i tornanti della nostra storia comune. Luciano Canfora spiega da vicino il funzionamento della democrazia greca, affermatasi in mondo lontanissimo da quello di oggi ma verso cui abbiamo un debito di civiltà enorme. Nadia Urbinati ricorda le grandi innovazioni economiche e tecniche che sgretolarono l’Ancien regime e che portarono, dopo secoli di silenzio, alla riscoperta di un’idea di democrazia radicalmente nuova. Delle grandi rivoluzioni dell’Ottocento parla il filosofo Paolo Ercolani. Lo storico Giovanni Sabbatucci accompagna il lettore lungo la breve e travagliata esperienza delle democrazie liberali. Della rinascita delle democrazie e della loro parabola nel secondo dopoguerra invece ne parla Marco Revelli. Yves Mény svela l'equivoco democratico su cui oggi giocano i populisti: l'invenzione di un popolo indistinto che possa decidere senza freni o limiti. Nell'ultima intervista, Giovanni De Luna ci spiega come la democrazia debba parlare non solo alla mente ma anche ai cuori, deve essere qualcosa per cui tornare a militare. Chiude un intervento di Michele Mezza sulle opportunità e i rischi della rete.

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