“Mia personale opinione”, De Andreis racconta Soltero: “Fuggi dalle relazioni tossiche. I talent? Mi hanno rifiutato”

Tra le sorprese delle ultime settimane della musica italiana c'è sicuramente Leonardo De Andreis: il giovane cantante romano è il protagonista assoluto su TikTok con "Soltero". Il brano, prodotto da Francesco Comunale, è stato pubblicato nel 2024, senza però ricevere quell'attenzione scaturita solo lo scorso mese, quando anche grazie a un sapiente ritaglio su TikTok del cantante è diventato il brano più virale sulla piattaforma, e successivamente su Spotify. Ma il volto di De Andreis, che convive con una disabilità motoria, era già conosciuto grazie alla partecipazione alla prima edizione del talent Sanremo Young, in cui si era classificato al terzo posto finale. Durante quel programma aveva creato curiosità grazie alle interpretazioni di "Pregherò", ma anche la collaborazione con i Ricchi e Poveri sulle note di "La prima cosa bella".
Il successo di "Soltero" non è frutto di una canzone spensierata, come potrebbero suggerire la melodia e l'interpretazione del cantante: "(Bisogna scappare) dalle persone che in maniera furba e subdola ti vogliono portare verso un determinato obiettivo, trascurando quello che vuoi veramente". Poi l'amore per l'Eurovision Song Contest, il ringraziamento a Toto Cutugno per avergli dato "una mano a vedermi dentro" e i rifiuti da parte di alcuni talent: "Ho fatto molti tentativi nei vari talent italiani e mi hanno chiamato per le audizioni. Però poi non sono mai riuscito ad arrivare in trasmissione". Di Soltero oltre alle ricondivisioni di Tedua, Alfa, serena Brancale, a Fanpage ha spiegato che ha amato che la gente l'ha usata per sentirsi libera di rivelare ciò che sentiva: "Sono nati tantissimi video in cui le persone si sono espresse liberamente". Qui l'intervista a Leonardo De Andreis.
Quando hai scoperto di avere questa voce, ma soprattutto cosa ti ha spinto verso la musica?
Non l'ho mai scoperta, anzi penso di essere stonato (ride ndr). Mentre i primi ricordi che ho da bambino legati alla musica riguardano Bach e Beethoven, fino a quando ho visto il video del concerto di Michael Jackson a Bucarest. Era il 2009 e quello spettacolo mi ha folgorato. Ho pensato che avrei voluto fare quello nella mia vita.
In passato hai raccontato di serate karaoke in casa: c'è una canzone che ti ha aiutato meglio a scoprire la tua voce?
Una delle canzoni che ricordo meglio è "I migliori anni della nostra vita".
Poi arriva l'accademia.
Sì, ho cominciato i corsi di canto e produzione con il produttore di Alex Baroni, di cui ho un bel ricordo, che è anche il produttore dei primi album di Giorgia. Ho imparato tecniche di produzione e per questo motivo adesso riesco a produrre e registrare le mie canzoni. Grazie all'accademia ho avuto la possibilità di partecipare a Sanremo Young nel 2018.
Come ti ha fatto sentire la possibilità di salire sul palco dell'Ariston?
Ero molto spaventato all'inizio, avevo solo 17 anni, ma era un'occasione da prendere al volo. Se dovessi descrivere quel periodo, quel programma, posso utilizzare solo un aggettivo: surreale.
Perché?
Esibirmi su un palco come l'Ariston, poi l'affetto di Antonella Clerici: è stata una delle esperienze più belle della mia vita, la porterò sempre dentro.
E invece con Toto Cotugno?
In quel periodo ho avuto la possibilità di collaborare con lui. Un grande artista, ma soprattutto una grande persona che ricorderò sempre. Mi ha dato una mano a vedermi dentro, mi ha aiutato a scrivere ciò che avevo ed è anche grazie a lui se riesco a farlo adesso.
In quel momento hai pensato che la musica potesse diventare un lavoro?
Sin da piccolo era una meta che avrei voluto raggiungere: farmi circondare dalla musica. In questo senso, Sanremo Young mi ha dato la possibilità di pensare che c'era un'opportunità per farlo. Però c'è bisogno di tanta perseveranza.
Da questo punto di vista, tra il 2018 e il 2026 com'è cambiata la tua vita e come si è tradotta la tua perseveranza?
C'è stato un periodo in cui ho dovuto aprire altre porte, fare altre esperienze lavorative, senza però mai abbandonare il mondo della musica. Cercavo di conciliare parallelamente questa mia passione per la musica.
Sono cambiati anche i tuoi gusti negli anni?
Diciamo che ho scoperto anche altri generi, dal punk alla musica popolare: per esempio ci sono dei gruppi di musica tradizionale bulgara che mi piacciono molto. Sono affascinato dall'est e dal nord Europa, anche e soprattutto se viene rispecchiato il senso di collettività nella musica.
Avendo frequentato il liceo turistico, c'è mai stata l'opportunità di viaggiare per scoprire altre culture musicali?
Sicuramente mi piacerebbe spostarmi nel nord Europa, in paesi come la Danimarca, in cui ci sono grandissime autrici come Aurora.
Deduco che l'Eurovision sia una vetrina perfetta.
Non ne perdo una puntata. Sono un po' come le persone che guardano le partite e non vogliono essere disturbate. Io quando vedo l'Eurovision faccio lo stesso, mi devo concentrare (ride ndr).
C'è qualche artista che ti ha stupito?
Sicuramente c'è stata Kyle Alexander con "Lighter" (Eurovision 2025), ma anche Sara Bonnici con "Loop" (Eurovision 2024). E poi mi sono innamorato di Marina Satti, la cantante greca che ha cantato "Zari". Mi piacciono le tonalità che vengono da Grecia, Turchia, Albania, fino ai Balcani.
E dei rappresentanti italiani?
I Måneskin che hanno vinto.
Dopo l'esperienza con Sanremo Young non hai mai pensato di partecipare a un altro talent?
Ho fatto molti tentativi nei vari talent italiani e mi hanno chiamato per le audizioni. Però poi non sono mai riuscito ad arrivare in trasmissione.
Qual è il tuo rapporto, prima di "Soltero", con i social invece?
Li ho sempre utilizzati, anche prima dell'avventura a Sanremo Young, principalmente per comunicare la mia musica, le mie attività musicali. Credo sia un'ottima vetrina per scovare talenti.
Poco della tua vita personale?
Non mi piace molto condividere la mia vita privata. Ci sono alcune dinamiche in cui bisogna fare attenzione, anche quando si pubblica solo la propria musica.
Ritorniamo al 2024, l'anno in cui è stata prodotta "Soltero": com'è nata?
L'ho scritta in un periodo in cui ero giù di morale: era un pomeriggio e mi chiedevo perché fossero andate in un determinato modo alcune situazioni.
"Soltero" fa riferimento solo al rapporto di coppia o può essere esteso?
È proprio questo il senso del brano: scegliersi le persone giuste. In un rapporto, anche d'amicizia, è importante essere liberi e indipendenti. Alcune volte è necessario anche scappare via da quella relazione che ti fa sentire costretto.
In un passaggio del testo canti: "Sempre piaciuto aiutare gli altri, non chiedermi di fare amicizia, credo sia un po’ fittizia, che nasconda sempre un po’ di furbizia, primizia di una tossica e spietata malizia". Quali sono le caratteristiche principali delle persone da cui sei "scappato"?
Dalle persone che magari, in maniera furba e subdola, ti vogliono portare verso un determinato obiettivo, trascurando quello che vuoi veramente. Non può esserci amicizia con queste persone, con chi cerca di portarti a fare delle cose che tu non vorresti.
A un anno di distanza dalla pubblicazione hai deciso di ritagliare una parte del brano e postarla su TikTok? Cosa hai pensato quando sono arrivati i primi numeri?
Per me è stato spiazzante, non mi aspettavo nulla di tutto ciò. Non solo per le ricondivisioni e per i numeri che ha raggiunto la canzone, ma perché sono nati tantissimi video in cui le persone si sono espresse liberamente.
In che senso?
Utilizzando "Mia personale opinione", un sacco di persone hanno rivelato ciò che pensavano ed è la cosa più bella della musica: la libertà.
Ti hanno sorpreso i tanti artisti che hanno ricondiviso la tua canzone?
No, è stato incredibile e voglio ringraziare tutti, da Tedua ad Alfa, ma anche Serena Brancale con cui vorrei collaborare assolutamente.
Il tuo sogno adesso qual è?
Continuare a fare musica, ma soprattutto riportare in Italia delle sonorità jazzy e r&b: sarebbe il mio desiderio più grande.
La collaborazione dei sogni?
Ho visto alcune influenze per esempio in Elodie e Giorgia, mi piacerebbe sicuramente collaborare con loro. Ma io sono nessuno e ho solo da imparare.