Andrea Bello e Miriam Candurro sono gli autori del blog 1000KM ROSSI.
in foto: Andrea Bello e Miriam Candurro sono gli autori del blog 1000KM ROSSI.

Da otto giorni l’Italia è “zona rossa”. L’emergenza COVID-19 ha messo il Paese in quarantena, modificando drasticamente la nostra quotidianità. Ma anche in un periodo così inusuale e difficile può nascere qualcosa di bello: come 1000KM ROSSI, un blog che da poco più di una settimana sta raccontando la vita di due amici ai tempi del Coronavirus, e che in pochissimo tempo ha riscosso un grande successo non solo nel nostro Paese. Le storie si sono moltiplicate, creando un vero e proprio “Diario degli italiani” che registra quotidianamente emozioni, paure e speranze. Fanpage.it ne ha parlato con Miriam Candurro e Andrea Bello, i due autori: separati da migliaia di chilometri “rossi” i due amici hanno trovato il modo, attraverso la scrittura, di essere più vicini che mai.

1000KM ROSSI: il diario di Miriam e Andrea

1000KM ROSSI: il blog di Miriam e Andrea racconta la vita ai tempi del Coronavirus.
in foto: 1000KM ROSSI: il blog di Miriam e Andrea racconta la vita ai tempi del Coronavirus.

Sono lontano, vorrei proteggere tutti e non potendo fare altro, diviso da 1000 km rossi, ho alzato la voce, per dirle di stare comunque a casa. Eppure mi ero svegliato sereno: avevo aperto gli occhi e controllato i risultati del Fantacalcio, in fase di dormiveglia. Ho vinto 3-0 e sono terzo in classifica, ma poi ho schiarito definitivamente la mente dal sonno e mi sono reso conto che per un po’ non si giocherà.

“Quando è iniziata la quarantena italiana ci siamo raccontati la paura di quello che stavamo vivendo, scrivendocela, perché comunichiamo spesso così, e da lì ci siamo detti: perché non provare a scrivere una sorta di diario che quando lo leggeremo, fra tre mesi, ci ricorderà di questo periodo particolarissimo che abbiamo vissuto?”, spiegano Miriam e Andrea. Ogni giorno, dopo le 18, i due amici si scambiano brevi impressioni della giornata appena vissuta, raccontando la loro quotidianità così diversa, ma a tratti molto simile. Andrea lavora “addirittura più di prima”, in smart working e conference call da casa, mentre Miriam, sospese le riprese sul set, si dedica ai suoi figli.

Si conoscono da 25 anni. Classe 1980, sono entrambi napoletani d’origine: Miriam Candurro, attrice famosa per il ruolo di Serena in “Un posto al sole” e autrice insieme a Massimo Cacciapuoti per Garzanti del libro “Vorrei che fosse già domani”, vive e lavora a Napoli. Andrea Bello attualmente si trova a Torino, e lavora da anni nel campo del marketing dopo una laurea in ingegneria gestionale anche se, come racconta la stessa Miriam, “nell’animo è scrittore e giornalista più di chiunque altro”.

“È dal quarto ginnasio che ci sopportiamo”, spiegano con ironia, raccontando come la vita e il lavoro li abbiano portati a separarsi più volte e a vivere in due città diverse. È dall'esperienza di questa distanza, accentuata dalla quarantena, che nasce 1000KM ROSSI. Dalla voglia e dal bisogno di mettere in comune le emozioni e i pensieri che l’attuale situazione italiana sta facendo maturare nelle loro vite, prende vita il blog che nel giro di una settimana ha già riscosso un enorme successo sul web dando inizio a quello che si può definire un vero e proprio “diario” dei giorni rossi.

1000KM ROSSI: il diario degli italiani

"Il diario degli italiani" su 1000KM ROSSI.
in foto: "Il diario degli italiani" su 1000KM ROSSI.

“Scrivere un libro non ci avrebbe permesso di cogliere le emozioni del momento, e sarebbe rimasto una cosa soltanto nostra”. Condividere con gli altri i pensieri, la routine quotidiana, le paure e le speranze per il futuro è invece quello che Miriam e Andrea volevano fare: raccontarsi, anche solo per il piacere di farlo e per esorcizzare le paure. Nel giro di pochissimo tantissimi lettori hanno iniziato a fare lo stesso. “Abbiamo visto che mettendolo in rete le persone iniziavano in maniera autonoma a scrivere le loro storie”, spiega Miriam.

A soli due giorni dalla pubblicazione del primo post i due si accorgono che il loro diario non viene letto solo in Italia, ma da tutto il mondo: dall'America centrale al Canada, fino in Australia, molti italiani all'estero cercavano notizie sul modo in cui i propri connazionali stavano vivendo la quarantena. I testi sono già stati tradotti in inglese, e a breve arriverà anche la versione spagnola: per permettere a tutti di comprendere cosa sta accadendo. “È evidente che c’è un’esigenza di fondo: tutti hanno bisogno di confrontarsi con la paura, con la positività, con la speranza…come se attraverso il racconto si esorcizzasse questo momento”, continua Miriam.

Andrea, da Torino, ha iniziato a sperimentare la quarantena qualche giorno prima di Miriam. Ma in breve tempo questo scarto temporale si è annullato, con l’estensione della zona rossa a tutta l’Italia. Il racconto, estemporaneo, registra anche questo momento, ed è proprio da esso che nasce il titolo del blog. Andrea racconta come tutto sia iniziato “in un momento in cui il Paese si stava separando dalle zone rosse. Ma anche se l’hanno fisicamente divisa, l’Italia è psicologicamente unita: siamo tutti dalla stessa parte. Per questo abbiamo scelto la metafora dei mille chilometri rossi”.

Il blog: “affidare queste emozioni alla memoria”

Una delle pagine del blog 1000KM ROSSI di Andrea Bello e Miriam Candurro.
in foto: Una delle pagine del blog 1000KM ROSSI di Andrea Bello e Miriam Candurro.

Dalla necessità di sentirsi, per sapere come stava l’altro, matura un esperimento letterario che continuerà per tutto il periodo della quarantena. “Non sappiamo cosa diventerà questo blog, viviamo alla giornata e scriviamo liberamente. Qualunque cosa nascerà, sarà sempre per il bene altrui e mai a scopo di lucro”, spiegano. Perché il raccontarsi, in questo momento, ha come obiettivo solo il racconto: “ho cercato una motivazione intrinseca che in un periodo un po’ negativo poteva farmi ritrovare una mia passione. Siamo già nell’obiettivo finale del blog, raccontiamo le emozioni nostre e quelle delle persone. È bello farlo e punto”, dice Andrea.

E una volta che tutto questo finirà? “Io personalmente ho rivalutato il concetto di libertà d’azione. Siamo passati dall'onnipotenza all'impotenza nel giro di una notte. Io credo che non potremo evitare di portarci dietro questa cosa: i tempi dilatati, la capacità di prenderci un attimo di pausa. Sicuramente saremo di nuovo riassorbiti dalla velocità di quello che ci circonda”, spiega Miriam, “però io credo che qualcosa resterà. Non so ancora cosa. Forse la consapevolezza di non essere immortali…una cosa che molto spesso dimentichiamo”.

Ed è proprio per non dimenticare che Andrea e Miriam si affidano alla scrittura e invitano tutti a farlo: “Gli stati d’animo e le sensazioni dopo un po’ si dimenticano”, chiarisce Andrea, “e dunque vanno affidate alla memoria. Per noi, al di là di raccontare noi stessi, è importante che le persone usino questo mezzo per narrare i loro giorni e quindi per sentirsi meno soli. Vogliamo fare una chiamata all'azione: scriveteci, perché è bello e necessario mettere in comune le nostre storie”.