Chi è Battista, il rapper campano elogiato da Saviano e Marracash: il mancato aborto diventa una preghiera rap
Il suono delle zampogne e delle ciaramelle invadono l'aria, il canto della sirena prima che il racconto di "Battista" svegli dalla monotonia. Lo scorso 26 settembre è stato pubblicato il primo capitolo musicale dell'omonimo rapper campano Battista, prodotto da Matteo Parisi e missato da Alfredo Maddaluno, che ha curato anche il video ufficiale pubblicato su YouTube. Si inseriscono nell'orchestra anche le zampogne e le ciaramelle rispettivamente suonate da Robert Sciuscianàso e Pasquale Frallicciardi. Un chiaro riferimento alla natività e alla sua tradizione pastorale, che si collegano a doppio filo con uno degli esperimenti più interessanti degli ultimi tempi nella scena rap italiana. Soprattutto perché al centro della scena, c'è il racconto senza filtri di un mancato aborto, che ha poi portato alla nascita del rapper.
Un tentativo tutt'altro che anacronistico e levigato attorno alla nostalgia dei primi anni 2000. Il brano cerca di ricomporre più filoni narrativi, da quello visivo a quello testuale, proteggendo allo stesso momento l'identità del giovane cantante, di cui l'unico riferimento è il CAP, 81030, che viene condiviso da più comuni della provincia di Caserta. Ma a determinare l'interesse nei confronti di Battista sono non solo lo storytelling, incisivo, quasi dirompente nella sua schiettezza, ma anche e soprattutto il simbolismo utilizzato nella combinazione tra voce e immagini. Il video ufficiale è stato ambientato all'interno di un luogo di culto: la Chiesa Cristiana Evangelica "Emmanuele" situata al Villaggio Coppola, nel comune di Castel Volturno. La scelta di questa location, guidata dal Pastore Simone Malerba, appare evidente in un litorale che storicamente viene descritto e determinato mediaticamente per le storie di marginalità.
Il significato di "Battista": la storia di un mancato aborto
Ma più della marginalità economica, a toccare le corde di questo racconto c'è la storia di un possibile aborto che avrebbe pregiudicato la nascita dell'autore del brano, in questo caso protagonista. In questo senso, il racconto crea una polarizzazione tra il parere medico, che si spoglia del rigore scientifico, per riproporci la frettolosità dell'essere umano rispetto alle decisioni più importanti della vita. Viene descritta la conversazione con il medico che si distingue, all'interno di un brano interamente in dialetto, per essere l'unica frase in lingua italiana: "C’è una translucenza nucale notevole, e questo purtroppo va detto, avrà la sindrome di down se il test è corretto, e c’è un buon 90%".
Subito dopo la diagnosi, il medico veste i panni dell'uomo, consigliando alla famiglia di abortire. Ed è qui che entra per la seconda volta il concetto di speranza. Se nei primi versi, la marginalità economica vede la risposta dei genitori in "‘O Signore provvederà", in questo passaggio, la fede si presenta nel passaggio: "Ma Dio dice: "A verità vene rivelata agli umili e vene nascosta a chi è colt'". Ed è la fede a diventare rivelazione quando il protagonista racconta di essere lui stesso quel bambino, soprattutto nel passaggio finale, quando "lo scopo", uno dei topic più naturali nello storytelling rap, si determina attorno all'espressione: "Ecco perché il Signore mi vede. Perché se avessero seguito la saggezza umana, Battista non sarebbe qui in questa ora".
La chiesa e la sacralità sono una chiave essenziale per comprendere il testo, disseminato di riferimenti biblici. Tra i più impattanti, "Vanne annanze p’ ‘a fede ma s’anno ‘mparate ca ll’oro int’ ‘o fuoco s’adda pruva’" che riprende Pietro 1:7: "Affinché la prova della vostra fede, molto più preziosa dell'oro che perisce, eppure è provato col fuoco, risulti a vostra lode". Oppure, "Là se sfugajeno cu Mimmo l’anziano, ‘nu membro speciale d’ ‘a comunità. Mimmo cu ‘na mano in aria e n’ata ‘ngopp’ ’a panza priava cu l’autorità", in cui viene ripreso Giacomo 5:14: "Chi è malato, chiami a sé gli anziani della chiesa ed essi preghino su di lui. La preghiera fatta con fede salverà il malato".
Come accaduto per altri progetti diretti da Maddaluno, come quello de La Niña, è stata scelta la tecnica del quadro vivente. Nel video ufficiale, Battista veste i panni di un inserviente-narratore, che racconta la propria genesi, mentre alle sue spalle vediamo un tableau vivant. Un'immagine corale che vede da una parte "Mimmo l'Anziano" interpretato da Peppe Savoldi e dall'altra il dottore insieme a Marianna e Francesco. Sono loro i genitori del rapper, che nel 98′, diventano protagonisti di questa storia, affidandosi alla fede e alle parole di Mimmo, a cui è dedicato il video ufficiale.
Da questo punto di vista, lo storytelling sul possibile aborto viene esplorato anche attraverso il contrasto tra sacro e profano, che non si declina nelle solite immagini. Ed è proprio su questo palcoscenico che viene raccontata la natività che viene inevitabilmente introdotta come presentazione del personaggio. In "Battista" infatti viene raccontato il dramma della marginalità in terza persona.
In soli quattro giorni, la canzone ha raggiunto e superato oltre un milione di interazioni social, ma anche la crescita numerica del video ufficiale suggerisce l'impatto avuto. A tal punto che sulla sua "preghiera ribelle" ha commentato anche Roberto Saviano in un post su Instagram: "La sua è una preghiera ribelle. Io questa fede non la possiedo. Ma davanti al suo mistero mi fermo. Da noi Dio è ‘o Signore, uno che sta lì, che vede e testimonia. Chi ha fede crede che da lui riceverà la giustizia che qui non arriva e lui saprà dare il senso che non riusciamo a trovare alle cose". Ma non solo, perché nei commenti del post Instagram, sono arrivati i commenti di Marracash, ma anche di La Niña con cui condivide il team. Tra i produttori infatti Matteo Parisi e lo stesso Alfredo Maddaluno che hanno curato la parte grafica e musicale degli ultimi progetti della cantante.
Tra gli aspetti che fanno convergere i due artisti, una ricerca sui suoni del proprio territorio, della propria storia, trasformatisi nel lavoro con il suono delle zampogne e delle ciaramelle per Battista, mentre è evidente l'approfondimento del violoncello nei suoi ultimi progetti. Ciò che è naturalmente dirompente nell'approccio di Battista è sicuramente il flow, che cambia tra la prima e la seconda parte del brano, uno schema generalmente accompagnato da uno switch della produzione che in questo caso non avviene. Inoltre il protagonista non vive il viaggio dell'eroe, sconfiggendo i "nemici", anche il suo passato, per autodeterminarsi in uno scenario migliore. Tutt'altro. Sembra guidato, piuttosto, dalla fede di chi ha scelto per lui la sua strada, una piccola macchia rossa in una distesa di grigio perdurante, soprattutto nel rap odierno.