Una battaglia poco silenziosa si sta combattendo a San Daniele in Friuli, il comune dove si trova una delle più antiche biblioteche italiane, la Guarneriana di San Daniele che, con oltre 12mila testi di importanza capitale, rappresenta un vero e proprio patrimonio dell'umanità. Composto da oltre 600 codici, 84 incunaboli, 700 cinquecentine e altri importanti, antichi manufatti librari a stampa per un fondo complessivo di libri antichi, conosciuto e frequentato da ricercatori di tutto il mondo. Che si avvalgono anche dei testi del fondo di volumi moderni, meno preziosi del fondo antico. Ed è proprio qui che nasce la questione.

Il Comune di San Daniele a guida leghista, per conto del sindaco Pietro Valent, vuole separare il fondo antico della Guarneriana da quello moderno, al fine di dargli maggior risalto turistico e museificare dunque i libri, separando il luogo della fruizione dei ricercatori da quello più museale. Problema questo che si pone in tutte le biblioteche importanti, in Italia e non solo. Secondo il sindaco, la separazione ha da farsi:

Abbiamo ottenuto un milione di euro per dare avvio ai lavori di restauro e realizzare nell’ex Ipsia un archivio comunale, che la città aspetta da 20 anni, e, nel secondo lotto, una nuova sede per la biblioteca moderna, su superfici raddoppiate rispetto alle attuali.

Eppure non tutti sono d'accordo, nemmeno a San Daniele. Un manipolo di agguerriti cittadini del paese friulano ha infatti messo in piedi un comitato per contrastare questa decisione, con annessa raccolta firme degli abitanti e lasciare intatto la doppia anima della Gualteriana, quella dei libri antichi e moderni. Da qui la decisione del sindaco di indire un referendum sulla questione che si terrà con ogni probabilità entro il 2019.