Un legame lungo quanto una vita, forse più della vita stessa. È stato quello lungo 72 anni tra Andrea Camilleri, morto stamattina al Santo Spirito di Roma all'età di 93 anni, e sua moglie, Rosetta Dello Siesto. Una compagna di vita. Conosciuta da giovanissimo e sposata nel 1947. Dal loro amore sono nate tre figlie, che hanno dato vita a quattro nipoti.

Rosetta Dello Siesto, la moglie di Andrea Camilleri

Di lei e del loro rapporto, Andrea Camilleri ne ha parlato in uno dei suoi ultimi libri, “Ora dimmi di te. Lettera a Matilde” (Giunti editore) dedicato alla nipote, in cui lo scrittore siciliano ripercorre le tappe loro incontro, ai tempi in cui il papà di Montalbano era un regista teatrale. Uno degli oltre 100 libri dello scrittore siciliano, dove vi sono alcune pagine memorabili, affettuose, come questa:

Fu durante le prove di questa mia prima commedia che feci un incontro che avrebbe segnato per sempre la mia vita. Rosetta cominciò a seguire le prove, ma dopo qualche giorno mi accorsi che il mondo del teatro e le sue regole erano mille miglia distanti da lei. Una o due volte che le chiesi di aiutarmi concretamente per gli effetti sonori e rumoristici mi combinò dei disastri. Se non persi le staffe fu perché mi riusciva stranamente simpatica e la sua presenza mi metteva allegria. Dopo che lo spettacolo andò in scena partii per restare un mese in Sicilia dai miei. Trascorsa una settimana, mi resi conto con mia grande sorpresa che non c’era stato giorno che non avessi pensato a quella ragazza. Non riuscivo sinceramente a spiegarmene le ragioni ma un fatto era sicuro: ogni sera, prima di addormentarmi, davanti ai miei occhi compariva la sua immagine sorridente. Avevo due compagni di infanzia, veri e autentici amici, e raccontai a loro lo strano fenomeno che mi stava capitando. Devo confessarti che fino a quel momento io ero passato da una ragazza all’altra con grande facilità. La risposta dei miei due amici fu di una semplicità elementare: «Te ne sei innamorato». Nei restanti giorni di vacanza siciliana ebbi modo di constatare come quella risposta fosse stata giusta. Così, appena tornai a Roma le telefonai e la invitai a cena, lei accettò. Da quella sera ceniamo assieme da oltre sessant’anni.

Quei sessanta poi sono diventati settantadue. Un racconto tenero, amorevole. Di recente, in un'intervista a Radio Capital, Camilleri ha rivelato che per lui il ricordo più bello della sua vita è stato il giorno in cui ha sposato Rosetta. "Non ho rimpianti" aveva dichiarato ai microfoni. "Il ricordo più bello? Il giorno in cui mi sono sposato. Fu il giorno più allegro della mia vita, con incidenti incredibili". A testimonianza di un amore lungo, lunghissimo. Che nemmeno la morte potrà spezzare.