costa concordia

Sospese ancora una volte le ricerche a bordo della nave Costa Concordia, a una settimana dal tragico naufragio presso l'Isola del Giglio. L'imponente imbarcazione, inclinata su un lato in seguito allo scontro con uno scoglio, continua a muoversi e c'è il rischio concreto che possa affondare. Tutte le operazioni di soccorso e ricerca interno al relitto, quindi, sono sospese, mentre si pensa alla possibilità di imbracare lo scafo in modo da legarlo agli scogli ed evitare l'inabissamento. Il bilancio è ancora di 11 morti e 24 dispersi, mentre è ancora allerta per l'allarme ambientale. Oggi il governo si esprimerà due volte sul tragico naufragio: dichiarerà lo stato di emergenza per l'elevata presenza di carburante e valuterà un decreto che vieti rotte pericolose e manovre azzardate, tra cui l'affiancamento alle coste.

Naufragio: oggi le decisioni del governo

Grazie all'ausilio di strumenti di rilevamento, il movimento della nave Costa Concordia è costantemente monitorato. Visti i movimenti odierni, si è ritenuto opportuno fermare le ricerche, ma vi è preoccupazione anche per la questione meteo. Contrariamente alle previsioni, sull'Isola del Giglio non vi sono condizioni critiche, ma entro domani sera sono previste mareggiate con onde alte fino a un metro e mezzo. Tali previsioni non rassicurano neanche per la questione ambientale, vista la già comprovata difficoltà nel recuperare le circa 2300 tonnellate di carburante presente nei serbatoi.

Il governo decreterà oggi lo stato di emergenza per eventuali disastri ambientali. Il portavoce del ministero dell'Ambiente, Jacopo Giliberto, ha informato che già dalla notte del naufragio i mari potrebbero esser stati inquinati con sostanze presenti sulla nave, come detersivi, vernici, oli idrodinamici, e sostanze cancerogene presenti abitualmente a bordo delle imbarcazioni di questo genere. Tra le decisioni prese oggi, però, vi è anche un decreto sulle rotte a rischio che vieterà alle grandi navi di passare troppo vicino alla costa.