chi comanda napoli

Diciotto anni di emergenza rifiuti, per chi diventa maggiorenne oggi Napoli è sempre stata ricoperta di rifiuti. Sebbene la nuova giunta comunale guidata da Luigi de Magistris abbia momentaneamente dato respiro alla città, con l'invio di navi cariche di spazzatura in Olanda, e riscoperto la bellezza del lungomare con l'America's Cup, l'abisso delle strade sommerse da immondizia nauseabonda è dietro l'angolo. Giuseppe Manzo (giornalista) e Antonio Musella (attivista) hanno messo insieme i fatti che hanno portato un'intera regione a restare ostaggio dei propri scarti.

Chi comanda Napoli – libro d'inchiesta edito da Castelvecchi – parla dei poteri forti che hanno creato, gestito e lucrato su l'emergenza rifiuti in Campania: camorra, malapolitica, ambienti della Chiesa. Allo stesso tempo, il testo cerca di fare luce sulla disinformazione messa in atto da molti organi di stampa – spesso al soldo di politici locali e nazionali – che hanno cercato di far passare i comitati cittadini come manovrati dalla camorra e dai "grandi vecchi". Combattere questo tipo di stereotipi, tra cui quello che i napoletani sono incapaci di ridurre la produzione rifiuti e fare la raccolta differenziata, sono i motivi alla base del libro d'inchiesta.

Centrale la figura del consigliere Regionale Francesco Maranta, che durante gli anni più caldi dell'emergenza rifiuti si presentò in Consiglio con in mano un sacchetto pieno di rifiuti prelevato dagli impianti Cdr – dimostrando così che la loro lavorazione non era adeguata e che così si nascondeva un business di immondizia non tracciabile. Tra il 1995 e il 2005 si discute del Piano Rastrelli/Bassolino, primo atto con cui si prevedeva l'apertura di nuovi invasi, anche in deroga a norme di tutela ambientale. Negli anni più recenti, gli autori del libro – tramite un'intervista alla giornalista Amalia De Simone – sollevano inquietanti quesiti sul patto tra camorra dei Casalesi e uomini dei servizi segreti dello Stato.