Se tra i vostri sovranismi includete abitualmente la prestanza e il fascino dell'uomo italiano del mondo vi conviene rileggere con calma, possibilmente seduti, la cronaca di questi ultimi giorni: il maschio italiano, quello che secondo alcuni dovrebbe difendere le nostre donne dall'invasione di maschi di altre etnie (e già su quel "nostre" ci si potrebbe scrivere un libro) patisce i colpi di notizie che lo infilano a pagare amplessi con bambolotti di silicone in quel di Torino e lo demoliscono con una sequela di umiliazioni e di sevizie (senza tenere conto dei femminicidi dall'inizio dell'anno) che lo relegano ben distante dal mito.

Ieri ha aperto la prima casa d'appuntamenti dove il macho italico può sollazzarsi senza nemmeno fingere un po' di contrizione coniugale e senza nemmeno dover fingere di ascoltare: la prima prima casa di piacere con bambole di silicone ha già registrato il tutto esaurito e per gli amanti della donna oggetto c'è bell'e pronto lo stadio successivo, l'oggetto a forma di donna. "Non c'è nemmeno bisogno di pagarle la cena", commenta un'italico virgulto nella pagina Facebook dell'azienda che offre il sollazzo robotico e sotto tutta una serie di apprezzamenti su come si possa arrivare velocemente al puntoQui siamo oltre ai vitelloni sguaiati sulle spiagge romagnole: l'unica preoccupazione è levarsi di dosso l'odore di plastica, dopo.

A Parma invece sta facendo clamore la vicenda del ricco imprenditore, con gran fama di donnaiolo, che sfrecciava baldanzoso per le vie del centro, prodigo di consigli ai comuni mortali su come conquistare le femmine e aggiungerle alla propria lista di conquiste. Lui e il suo spacciatore di fiducia (uno di quegli odiati extracomunitari che però tornano comodissimi per farsi portare la cocaina a domicilio) sono accusati di avere abusato di una ragazza ventunenne. Lui si difende: l'ho pagata, dice, era una prostituta. E certo, vuoi mettere la fatica di mettere in pratica le proprie teorie? Come diceva quel tale "fate quello che dico ma non fate quello che faccio".

A Bolzano invece un imprenditore agricolo ha segregato la propria amante (straniera, perché viene più facile) in un canone delle mele per due settimane, sotto il sole e senza cibo. Dice l'uomo che ha voluto punirla perché aveva osato alzare la voce lamentandosi delle condizioni lavorative della sorella (bracciante alle dipendenze dell'uomo, come lei) e ha voluto darle una lezione. Forti questi omaccioni italiani: rimangono stupiti che le schiave si lamentino di essere schiave ma non possono passare alle bambole perché quelle non raccolgono le mele.

E infine c'è il capolavoro: Gianluca Cernusco, leader leghista a Settimo Torinese, che per anni, tutti i giorni, ha urlato contro gli stranieri e si è presentato alle elezioni con la lista "Prima gli italiani, No privilegi a zingari e immigrati". Dentro un suo residence l'hanno beccato con un giro di prostituzione (di ragazze straniere, evidentemente privilegiate) da cui spremeva importanti profitti. Questo è uno di quelli che ci racconta tutti i giorni del "pericolo invasione" e chissà se un giorno non verrà voglia (mica solo alle donne, agli uomini tutti) di liberarsi davvero di una fallocrazia che sembra la parte politica più prospera.