Maya Plisetskaya e Vladimir Putin
in foto: Maya Plisetskaya e Vladimir Putin

Il mondo oggi rende omaggio ad una delle grandi stelle del balletto, etoile di nome e di fatto nel panorama coreutico di tutti i tempi. Nata novant'anni fa a Mosca, Maya Plisetskaya è scomparsa il 2 maggio scorso a Monaco di Baviera, lasciando un vuoto assolutamente incolmabile nel pubblico e nella critica. Donna amabilissima, ha vissuto il proprio successo con grande stile ed umiltà, caratteristiche salienti del proprio essere Ballerina. Figlia di un'illustre famiglia ebraica, Maya Plisetskaya ha vissuto sulla propria pelle le terribili purghe staliniane, fino all'adozione presso gli zii materni, peraltro apprezzati danzatori del Teatro Bolshoi di Mosca. Da lì la predestinazione moscovita, con la celere scalata allo straordinario successo che la vedrà protagonista fino ai suoi sessantacinque anni di età. I suoi esordi furono sotto la guida della grande ballerina della Scuola Imperiale di Balletto Elizaveta Gerdt e danzò per la prima volta al Teatro Bolshoi a soli undici anni ne La Bella Addormentata. Nel 1943 si diplomò alla scuola coreografica e si unì alla Compagnia di Balletto del Teatro Bolshoi stesso, con il quale danzò fino al 1990. In quest'epoca l'etoile ha interpretato tutto il repertorio possibile, lavorando soprattutto in Unione Sovietica fin quando, avuto il consenso di espatriare nel lontano 1959, ha fedelmente portato in giro per il mondo il proprio orgoglio sovietico esaltandosi e, al tempo stesso, sconvolgendo il pubblico di tutto il mondo in festa. Altra peculiarità della sua incredibile ascesa è senz'altro stata la nomina a ballerina solista bypassando le file del corpo di ballo, ad ennesima dimostrazione dell'immenso talento messo in bella mostra dalla divina che, nell'interpretazione de La morte del cigno, su musica di Camille Saint-Saens e coreografie di Mikhail Fokine, realizzò il proprio biglietto da visita una volta e per sempre. Della sua incredibile tecnica erano famosi ed applauditi in ogni dove i suoi salti, la schiena flessibile, la forza della sua danza e il suo carisma. I ruoli ancora oggi ricordati sono stati senz'altro Odette-Odile ne Il lago dei cigni, La bella addormentata, Lo Schiaccianoci ma anche La Fontana di Bacisarai e Laurencia.

Maya Plisetskaya ed il marito Rodion Scedrin

Maya Plisetskaya
in foto: Maya Plisetskaya

Quando nel 1958 fu insignita del titolo di "Artista del popolo dell'URSS", Maya Plisetskaya sposò il giovane compositore Rodion Scedrin, con il quale condivise ulteriore fama e che compose per lei le musiche di alcuni balletti tra cui Il cavallino gobbo, Il gabbiano (tratto dall'omonimo racconto di Anton Cechov), il Bolero ed Anna Karenina (coreografia della stessa Maya Plisetskaya). Dopo l'uscita di scena di Galina Ulanova, avvenuta nel 1960, Maya Plisetskaya fu proclamata la Prima Ballerina Assoluta del Teatro Bolshoi, interpretando il ruolo della principessa Tverskaja nella versione russa televisiva proprio di Anna Karenina. Nel 1971, suo marito scrisse la musica per un balletto sullo stesso soggetto, nel quale lei danzò il ruolo principale. Anna Karenina fu anche il suo debutto come coreografa. Altri coreografi che crearono balletti per lei furono Jurij Grigorovic, Roland Petit, Alberto Alonso e Maurice Bejart. È proprio a Maya Plisetskaya che si deve il balletto Carmen: l'etoile aveva infatti un ardente desiderio di creare una versione danzata che avesse per protagonista il celeberrimo personaggio di Prosper Merimee. In occasione di una rappresentazione della compagnia di danza cubana presso il Teatro Bolshoi, Maya Plisetskaya incontra Alberto Alonso a cui chiede di creare la coreografia di Carmen, incontrando tuttavia delle difficoltà riguardo alla musica per l'esecuzione del balletto. Maya Plisetskaya si rivolse dapprima a Dmitrij Sostakovic, poi a Aram Ilich Chacaturjan i quali declinarono, lasciando ignari il campo libero a suo marito Rodion Scedrin ad adattare lo spartito di Bizet nella nuova versione di Carmen Suite, di cui abbiamo già scritto qui della rappresentazione al Teatro di San Carlo di Napoli con l'etoile ucraina Svetlana Zakharova, in un immaginifico gioco delle coppie per via del matrimonio della stessa Svetlana Zakharova con il violinista ed arrangiatore Vadim Repin a ricordarci, da lontano, la nascita della Carmen di Alberto Alonso. Negli anni Ottanta, i coniugi Maya Plisetskaya e Rodion Scedrin passarono molto tempo all'estero. A Roma la ballerina fu nominata direttore del Balletto dell'Opera di Roma e a Madrid direttore del Balletto Nazionale spagnolo. All'età di 65 anni, come abbiamo già detto, l'etoile si ritirò dal Teatro Bolshoi come solista. Per il suo ottantesimo compleanno debuttò in Ave Maya, un pezzo coreografico di Maurice Bejart espressamente creato per lei ed interpretato al Teatro del Cremlino. Alla sua morte, infine, il presidente russo Vladimir Putin ha espresso i propri sentimenti di cordoglio come in altre rare occasioni ha voluto fare, riconoscendo il valore eterno dell'arte di Maya Plisetskaya di cui però, oggi, ci piace festeggiare l'ideale novantesimo compleanno.

Svetlana Zakharova nella Carmen Suite che fu di Maya Plisetskaya, ph. Pierluigi Abbondanza
in foto: Svetlana Zakharova nella Carmen Suite che fu di Maya Plisetskaya, ph. Pierluigi Abbondanza