Zoe Trinchero, l’avvocato della famiglia: “Rifiutò Manna, questo potrebbe portare all’accusa di femminicidio”

La contestazione di omicidio volontario aggravato dai futili motivi per la morte di Zoe Trinchero, uccisa a 17 anni nell'Astigiano dal 20enne Alex Manna, sarebbe "iniziale e momentanea", poiché ci sarebbero elementi che costituirebbero il reato di femminicidio.
A dirlo è stato l'avvocato Marco Giannone, legale della famiglia della ragazza, intervenuto a Dentro la notizia, il programma condotto da Gianluigi Nuzzi su Canale 5.
"Già il racconto della mamma, che ha fatto riferimento al rifiuto, implica e comporta che a nostro avviso possa esserci quanto prima una contestazione di femminicidio. Il rifiuto è uno degli elementi costitutivi", ha spiegato l'avvocato.
Infatti, il testo del nuovo articolo 577-bis del codice penale sul reato di femminicidio recita quanto segue: "Chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali è punito con la pena dell’ergastolo".
La mamma di Zoe: "Lei ad Alex aveva detto di no, ma lui aveva ricominciato"
"So bene – ha detto invece la madre di Zoe, Mariangela Auddino – tutti quelli che ci hanno provato con mia figlia. Mi ricordo di questo (Manna, ndr), mi sono ricordata dalle foto, perché io sono parecchio negata con i nomi. Ma è già da un po' che gli aveva detto di no, poi gli amici mi hanno detto: ‘No, ma un paio di settimane fa aveva ricominciato a riprovarci'".
"Io mi pento di aver educato mia figlia ad aver troppo rispetto per gli altri. Probabilmente lei aveva capito che lui aveva questa cotta per lei e voleva fargli capire che non ce n'era", ha aggiunto la donna ricordando la 17enne.

Della figlia i genitori raccontano che non lavorava solo al bar della stazione, ma anche aiutandoli al ristorante, come cameriera, nei weekend in un altro agriturismo, contribuendo anche in parte economicamente in famiglia.
La mamma esclude il presunto razzismo di quel gruppo di amici nel depistaggio verso un uomo di colore del paese. "La compagnia di Zoe credo sia la più multietnica mai conosciuta, lei è cresciuta sapendo che siamo tutti uguali. Il suo migliore amico è… neanche ricordo bene di dove".
Quella sera "sono andata dritta da lui, era sempre con lei. Mi ha detto: ‘Mi sono allontanato dieci minuti, era con questo Alex Manna‘. Manna che poi mi ha detto: "Ci ha aggredito quel ragazzo di colore, io sono scappato, credevo lei mi fosse dietro'. E io gli ho risposto: ‘Tu grande e grosso, te la sei lasciata dietro? Ci ho creduto'".
La difesa di Alex Manna: "Chiederemo perizia psichiatrica"
"Come difesa chiederemo la perizia psichiatria e cercheremo di farne disporre una tecnica sulla ricostruzione dei fatti", ha fatto sapere invece l'avvocato Rocco Giuseppe Iorianni, legale con la collega Patrizia Gambino, di Manna.
Alla richiesta di verità di Maria Angela Auddino, mamma di Zoe, indirettamente Iorianni risponde sottolineando come vada cercata e risolta proprio con le perizie.

"Anche la dichiarazione autoaccusatoria va riscontrata. In quel momento Alex era capace di intendere e volere? La sua percezione era corretta rispetto a quanto riferito e ha un riscontro oggettivo-scientifico? I primi accertamenti peritali non hanno fatto emergere dolo diretto. Al momento, abbiamo poche certezze e sono a favore della preterintenzionalità".
Secondo il legale sono da sentire anche gli amici di Alex e di Zoe, riascoltandoli nuovamente tutti. Così come, secondo l'avvocato, non sarebbe da sottovalutare la posizione di Alex sia durante la caduta del corpo di Zoe nel Rio Nizza, sia al ritrovamento.
"‘L'ho lasciata cadere', ha detto Alex. Ma dov'era quando il corpo è caduto e dove quando è stato trovato? Com'era in origine?", secondo Iorianni ci sarebbero elementi che emergono e rendono la posizione di Alex diversa e affievolita. Zoe quando è finita nel rio era viva e questo fa la differenza".
Iorianni ritiene inoltre fondamentale fare chiarezza anche sulle iniziali accuse da parte di Manna su una presunta aggressione da parte di un ragazzo di colore. "Siamo sicuri sia partita solo da Alex? O anche da altri? Mi auguro si faccia veramente piena luce sulla vicenda per il bene di tutti. Ci sono più famiglie coinvolte e anestetizzate dal dolore".