"Non c’è dubbio" che il ministro della Salute, Roberto Speranza, "dovesse essere informato di questa pubblicazione e questo era un compito assegnato a Ranieri Guerra. Oggi sappiamo che non ha svolto questo compito e quindi si è causato un incidente diplomatico". A dirlo ieri, intervistato da Lucia Annunziata a ‘Mezz'ora in più' su Rai3, Francesco Zambon, ex funzionario dell'Oms che scrisse il rapporto, poi ritirato, in cui definiva ‘improvvisata' la prima risposta italiana all'emergenza Covid. "Io penso che il ministro non sapesse di questo rapporto se non quando è uscito. Non gli era stato comunicato da chi doveva farlo”, anche se è “difficile pensare che dopo non ci sia stato un coinvolgimento del ministro", ha affermato. E ancora: "La pubblicazione che lanciammo un anno fa era indipendente. Per me è una cosa scontata che l’Oms deve essere in grado di fare delle pubblicazioni indipendenti, ma evidentemente non è così. Infatti il rapporto che era l’unica fotografia indipendente sulla risposta Covid di un Paese è stato ritirato e non ce ne sono stati altri", ha concluso.

È proprio intorno all'indipendenza dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che ruotano le riflessioni di Zambon nel libro Il pesce piccolo , in uscita il 13 maggio con Feltrinelli. Il ricercatore mette in fila le date salienti dell'inizio della pandemia e soprattutto i presunti errori commessi da parte della politica. "Il Covid è stato segnalato in Cina il 31 dicembre 2019 quando l’ufficio Oms di Pechino venne a conoscenza di circa 27 casi di polmonite di eziologia sconosciuta", riporta il dossier dell'Oms curato da Zambon, che poi aggiunge: "L’Italia non era del tutto impreparata a un’epidemia quando arrivarono le prime notizie dalla Cina. Nel 2006, dopo la prima di epidemia di Sars il ministero della Salute e le regioni hanno approvato una preparazione nazionale contro l’influenza pandemica. La pianificazione, tuttavia, è rimasta più teorica che pratica". Il report dell'Oms è stato però ritirato e per questo la procura di Bergamo ha un’inchiesta delicata, che vede indagato il direttore generale vicario dell’Oms, Ranieri Guerra, per false dichiarazioni al pm. Secondo Zambon l'applicazione del piano pandemico avrebbe consentito all'Italia di salvare molte vite.

Intervistato da Repubblica Zambon ha messo in fila date importanti: "Il 31 dicembre Taiwan ha captato autonomamente, perché non gli era stato notificato dalla Cina, che c’era un’infezione di un virus nuovo. Taiwan non è uno Stato membro Oms. Lo stesso giorno ha allertato l’Oms di una possibile trasmissione tra uomo e uomo. L’Oms lo ha detto ufficialmente solo il 21 gennaio, sono passati venti giorni. Questo perché l’Oms non ascolta, per ragioni politiche, Taiwan. E Taiwan è uno degli Stati che ha avuto una reazione migliore al virus: ad oggi 12 morti". I ritardi dell'Oms e quelli dell'Italia erano stati messi nero su bianco nel report coordinato proprio da Zambon e successivamente ritirato. "Erano poche righe a pagina 2 di un lavoro collettivo. Ogni parola era verificata. Ma nessuno ha messo in dubbio le qualità scientifiche del lavoro, il problema è stato politico: come emerge dagli atti della procura di Bergamo, dalle chat, dalle mail, il report è stato ritirato per pressioni cinesi, principalmente. E poi perché si è ritenuto fosse troppo critico con l’approccio italiano. Quello dell’Oms sia stato un errore imperdonabile. E anche un campanello di allarme importantissimo. La domanda che cerco di porre è semplice: l’Oms fa politica o si occupa di salute?".