Massimo Bossetti ha scritto di suo pugno una lettera ai genitori di Yara Gambirasio. Niente avvocati, niente intermediari, solo la parole del muratore di Mapello in una lettera strettamente privata il cui contenuto rimarrà tra Bossetti e i Gambirasio. La missiva, afferma l'avvocato Claudio Salvagni, difensore di Bossetti, era stata scritta prima della sentenza che lo scorso 12 ottobre ha confermato la condanna dell'operaio al carcere a vita. Non è dato sapere, dunque, se si tratti di una semplice testimonianza di solidarietà per il loro dolore o di una professione di innocenza, proprio ora, del resto, che la Cassazione ha messo la parole fine al caso.

Cosa succede ora

Lunedì Salvagni è andato al carcere di via Gleno per incontrare il suo assistito.  “Leggeremo le motivazioni  – ha detto l'avvocato in merito al no della Cassazione a un nuovo processo –  Le decisioni si rispettano e si impugnano nelle sedi opportune. In questo momento dobbiamo solo piegarci a questa sentenza, ma continuiamo a credere che Massimo sia innocente”aggiungendo anche che a suo dire “il processo mediatico nuoce”. Quando le motivazioni saranno rese note la difesa del muratore valuterà l'opportunità di presentare un ricorso alla Corte Europea dei diritti umani per contestare alcune violazioni. Secondo l'avvocato Salvagni, infatti, il processo Bossetti avrebbe calpestato il diritto dell'imputato a difendersi ripetendo alcuni test, tra cui quello del DNA, la cosiddetta prova regina. 

I familiari della piccola Yara, invece, si sono chiusi da tempo in un doloroso silenzio.