Aveva gettato del mais avvelenato sul terreno per liberarsi dalle nutrie nel suo possedimento agricolo, ma così facendo ha causato una strage di animali di diverso tipo. La zona è quella di Gazzo Veronese, al confine tra la provincia veneta e Mantova. Due ettari di terreno agricolo sono stati cosparsi del cibo avvelenato da un agricoltore di 80 anni. Lo avrebbe fatto, secondo quanto scoperto dalle forze dell'ordine, perché "stanco delle nutrie che infestavano i campi". Sono morti però centinaia di animali selvatici: volpi, anatre, fagiani e lepri tra gli altri. Sono intervenuti gli agenti della Polizia provinciale con la Protezione Civile, l'Amministrazione Comunale, la Polizia Municipale e il Consorzio di bonifica per rimuovere il mais sul terreno e nei canali. Sono centinaia, insomma, le carcasse di animali da recuperare.

Sul posto sono intervenuti anche il Presidente della Provincia Manuel Scalzotto e il Comandante della Polizia Provinciale Anna Maggio. Si teme che il veleno sparso sulle esche poi ingerite da decine e decine di animali possa essere entrato nella catena alimentare di diversi predatori. tra i quali i rapaci. Un atto simile potrebbe avere conseguenze importanti che continuerebbero a trascinarsi per settimane e forse anni. La carneficina di animali, insomma, sarebbe destinata a continuare vista la morte di decine e decine di animali di altre specie.

Potrebbe preoccupare in particolare l'immissione del veleno nei canali d'acqua: il tutto avrebbe già causato la morte di alcuni pesci, ma potrebbe rappresentare un vero pericolo per gli animali che potrebbero bere le acque avvelenate dal mangime. L'intervento sarebbe iniziato nel pomeriggio di ieri 18 gennaio 2021 fino all'arrivo del buio, ma le operazioni sono destinate a continuare nei prossimi giorni. Il luogo si troverebbe poco distante dalla Palude del Busatello, Zona di Protezione Speciale e Sic (Sito d'Importanza Comunitaria), piena di animali selvatici.