Volontario della Protezione Civile arrestato a Vieste: avrebbe appiccato 8 incendi boschivi nel Gargano
Un uomo di 35 anni di Vieste, volontario della Protezione Civile, è stato tratto in arresto due giorni fa e condotto in carcere con l'accusa di essere il piromane che ha appiccato ben otto incendi boschivi dolosi tra luglio e agosto nei territori di Peschici e Vieste, nel Gargano. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri forestali, nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura di Foggia.
"Al momento – ha dichiarato il difensore del 35enne, l’avvocato Alessandro Petrone – c'è un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che è stata eseguita nei confronti dell’uomo. Ci sono cinque giorni di tempo per fissare l’interrogatorio di garanzia. Io non ho ancora avuto modo di parlare con il mio assistito. Posso solo confermare, dopo aver ascoltato non solo i familiari, anche i volontari che lo conoscono da anni, che è una persona su cui non c'è mai stato alcun sospetto".
In attesa che la posizione dell'uomo venga chiarita, il volontario è stato sospeso dall'Associazione volontari di protezione civile Pegaso Vieste. Il vice presidente Giuseppe Mascia spiega che il 35enne "collabora con l’associazione, nata nel 1998, fin dal 2013. È stato sempre un ragazzo disponibile. Se i fatti contestati dovessero trovare conferma nelle sedi competenti, saremmo noi per primi a sentirci profondamente traditi nei principi che rappresentiamo, perché la tutela del territorio, del patrimonio boschivo e della vita delle persone costituisce la ragione stessa del nostro essere volontari di protezione civile". "La nostra Associazione – prosegue il post – è stata presente negli incendi, nelle emergenze, nelle attività di prevenzione, nella tutela del patrimonio boschivo, nell’assistenza alla popolazione e in tutte quelle circostanze nelle quali la comunità ha avuto bisogno di noi. Questo patrimonio di servizio, impegno e sacrificio costruito negli anni non può e non deve essere cancellato o messo in discussione da una vicenda ancora tutta da chiarire e che riguarda un singolo volontario".
Stando a quanto emerso il 35enne – di professione operatore ecologico – sarebbe stato immortalato da videoriprese mentre appiccava il fuoco ai boschi, in più punti, per poi allontanarsi a bordo della propria auto. Partendo da queste immagini, i carabinieri forestali hanno ricostruito le presunte responsabilità dell'uomo. Gli incendi hanno provocato la distruzione di diversi ettari di bosco all’interno del perimetro del Parco Nazionale del Gargano. Al volontario viene contestato il reato di incendio boschivo con due aggravanti: l’aver cagionato un danno grave, esteso e persistente ad un’area protetta e l'aver agito in palese violazione dei doveri inerenti al suo ruolo di volontario attivo nel settore. Le indagini proseguiranno per accertare se altri incendi siano riconducibili all’arrestato e per verificare l’eventuale presenza di complici.