Secondo l'immunologo Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Medicina molecolare dell'università di Padova e direttore dell'Unità operativa complessa di Microbiologia e Virologia dell'azienda ospedaliera patavina, gli asintomatici continuano a rappresentare un problema per la diffusione del coroanvirus: "Certo che sono pericolosi, e hanno un ruolo cruciale", ha detto. "La loro carica virale è paragonabile a chi ha sintomi. Per esempio, nel comune di Vo', ci sono 63 persone positive che si erano infettate e poi guarite già prima del 21 febbraio", data in cui è stata certificata la positività del paziente 1 d'Italia, il 38enne Mattia ricoverato allora all'ospedale di Codogno. Questo significa "che erano tutte asintomatiche, senza neppure un malessere ma sono quelle che hanno portato la malattia nel Paese".

Ieri Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per il Covid-19, aveva invece suggerito di focalizzare l'attenzione sui pazienti sintomatici, sottolineando come sia "raro che un soggetto asintomatico infetti un altro individuo, secondo i dati pubblicati". Non la pensa così Andrea Crisanti, l'esperto che ha consigliato il governatore Zaia in Veneto nelle fasi più critiche dell'emergenza. "È l'ennesima svista, fatta forse per nascondere tutte le stupidaggini che hanno detto prima. Comunque, dire che gli asintomatici sono poco infettivi è un'affermazione che va contro ogni osservazione scientifica. Purtroppo sono i giovani a trasmettere la malattia, perché spesso manifestano l'infezione in maniera asintomatica, mettendo più a rischio la salute degli altri'‘, ha detto in un'intervista su ‘Il Giornale'.

Quindi attacca: "L'Oms dovrebbe fare una cura dimagrante pazzesca. Dico che nell'Organizzazione mondiale della sanità ci sono troppi burocrati, e pochi esperti con competenze, serve più presenza qualificata sul territorio e meno gente a Ginevra". L'esperto ha sempre sostenuto il peso del ruolo degli asintomatici nell'epidemia di coronavirus e l'importanza di individuarli come strategia di contenimento della trasmissione dell'infezione.

"I bambini, secondo la nostra esperienza, non si ammalano e non si infettano neanche in presenza di adulti vicini che sono infetti, A Vo', ad esempio, su 257 bambini da 1 a 10 anni non c'era nessun infetto nonostante circa una ventina vivesse in abitazioni con persone infette", ha aggiunto poi l'immunologo.

Anche secondo Crisanti la Cina avrebbe mentito sull'inizio della pandemia, come ha denunciato un'inchiesta dell'Associated Press, fondata sulla documentazione riservata fornita dai vertici dell'agenzia dell'Onu. Dall'inchiesta di Ap è emerso che la presenza del coronavirus a Wuhan era stata accertata una prima volta il 27 dicembre 2019 da Vision Medicals, un centro privato cinese, e poi ancora da altri laboratori privati o pubblici, come il centro statale per le malattie infettive. Ma queste informazioni non furono condivise con la comunità scientifica internazionale, tanto che il 5 gennaio 2020 l'Oms dichiarò che non c'erano rischi di una trasmissione uomo-uomo.