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Violenta la moglie e la sequestra in casa con la figlia al freddo: “Ti faccio vivere come un cane”

Un uomo di 39 anni originario del Marocco è a processo con le accuse di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della moglie e anche nei confronti della bambina: per tre anni le due vittime subivano violenze ed erano costrette a vivere al freddo.
A cura di Giorgia Venturini
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Immagine di repertorio.
Immagine di repertorio.

Maltrattata la compagna davanti alla figlia di pochi anni tanto da abusarne fisicamente. Non solo, costringeva la famiglia a vivere in una fatiscente abitazione coniugale. Ora un uomo di 39 anni originario del Marocco dovrà difendersi davanti ai giudici dalle accuse di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della moglie e anche nei confronti della bambina. In questi giorni è stata incaricata una perita per provvedere alla trascrizione delle intercettazioni ambientali attivate in fase di indagini.

Stando a quanto riporta Il Gazzettino, l'accusa ha ricostruito le violenze che la donna era costretta a subire anche quando era in gravidanza: il convivente la riempiva di "calci, pugni e ceffoni, talvolta utilizzando oggetti contundenti". La vittima viveva nell'incubo: l'arrestato colpiva la testa della donna con il cellulare e le tirava i capelli. Altre volte le sputava in faccia. Questa violenza è andata avanti per almeno tre anni, dal 2021 a febbraio 2024.

La vittima, assistita da Liuba D’Agostini, avrebbe raccontato agli inquirenti di aver sopportato minacce quasi quotidianamente. Il compagno le diceva: "Se provi a far qualcosa contro di me vedi chi sono", "Ti faccio vivere come un cane". La costringeva a vivere in casa senza avere le chiavi dell'appartamento, quindi non poteva uscire quando voleva. O meglio, mai: era costretta a vivere anche con i termosifoni spenti tanto che la piccola era spesso a rischio di malattie bronchiali. Più volte l'uomo violentava la donna: la obbligava a "condotte che la donna praticava, partecipe attiva ma non consenziente, sfinita dalle richieste pressanti e timorosa delle ripercussioni fisiche" se la donna si fosse rifiutata. Ora per l'uomo violento è iniziato il processo, la prossima udienza è attesa per il prossimo 30 settembre.

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