Verona, annullato concorso vinto dal figlio dell’ex rettore: “Con modifica al bando era diventato unico candidato”

L’Università di Verona ha annullato il bando di concorso a professore ordinario vinto dal dottor Riccardo Nocini, 33enne figlio dell’ex rettore Francesco Nocini. Lo ha comunicato oggi lo stesso ateneo veneto al termine delle attività di verifica sulla procedura concorsuale che era stata al centro di numerose polemiche ma anche segnalazioni all'Autorità nazionale anticorruzione. Secondo l'Università, quel bando emanato pochi giorni dopo che il rettore aveva lasciato il suo incarico, era stato modificato a tal punto da rendere il 33enne l'unico partecipante al bando per il ruolo di professore ordinario nel settore Otorinolaringoiatria, audiologia e foniatria.
Il procedimento formale, avviato il 12 gennaio scorso con la sospensione dell'assegnazione della cattedra, si è concluso dunque con un procedimento amministrativo di annullamento d'ufficio del concorso che ha bloccato definitivamente la nomina del 33enne che si sarebbe conclusa con la messa in ruolo del docente il prossimo primo marzo.
Alla base della decisione drastica un contrasto tra la procedura concorsuale prevista nella programmazione di Ateneo e quella recepita nel bando di concorso, così come emerso dalle verifiche interne dell'università. In particolare una modifica essenziale che ha reso possibile la partecipazione del candidato vincitore che altrimenti non avrebbe potuto partecipare.
"La modifica, apportata con la delibera del 17 giugno 2025, ha inciso sull’impianto complessivo della procedura, modificando la platea dei profili ammissibili al concorso. La modifica ha consentito la partecipazione del dottor Nocini, poi risultato vincitore, che altrimenti sarebbe stata preclusa dalla programmazione del 2024″ scrive infatti l'ateneo Veronese.
La programmazione di Ateneo infatti prevedeva bandi indirizzati a esterni ma la modifica aveva esteso i partecipanti agli interni purché non già professori ordinari, rendendo di fatto Riccardo Nocini unico candidato e vincitore. La circostanza aveva subito scatenato molte polemiche e anche esposti che avevano portato la procura di Verona ad avviare un’indagine esplorativa.
"L’annullamento rappresenta la conclusione della complessa e articolata attività di verifica svolta dall’Ateneo diretta a garantire il pieno rispetto delle norme vigenti e dei principi di trasparenza, di correttezza amministrativa e di tutela dell’interesse pubblico, previa ponderazione degli interessi anche del dottor Nocini. L’Università di Verona conferma il proprio impegno a operare con la massima trasparenza e responsabilità nella gestione delle procedure, nel rispetto delle regole e delle prerogative istituzionali." recita la nota che conclude: "La Rettrice Leardini ringrazia la comunità accademica e, in particolare, le direttrici e i direttori dei dipartimenti per il contributo offerto a tutela dei valori, della reputazione e del ruolo dell’Ateneo, patrimonio pubblico costruito nel tempo, grazie all’impegno scientifico, didattico e istituzionale di tutta la comunità universitaria".