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Covid 19
14 Luglio 2021
22:49

Variante Delta dominante in Italia: presente al 42%, Alfa è al 41%

La variante Delta ha superato l’Alfa nella diffusione in Italia ed è attualmente presente nel 42% delle sequenze pubblicate nella banca dati internazionale Gisaid. La variante Alfa è al 41%. Lo indica l’analisi di 2.377 sequenze depositate nella banca fra il 14 giugno e il 14 luglio, fatta dal centro Ceinge-Biotecnologie avanzate.
A cura di Susanna Picone
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La variante Delta diventa dominante anche in Italia. La variante del Covid inizialmente individuata in India ha superato l'Alfa nella diffusione nel nostro Paese ed è attualmente presente nel 42% delle sequenze pubblicate nella banca dati internazionale Gisaid, contro il 41% della variante Alfa. È quanto emerge dall'analisi di 2.377 sequenze depositate nella banca fra il 14 giugno e il 14 luglio, fatta per l'Ansa dal centro Ceinge-Biotecnologie avanzate. La ricerca, condotta da Angelo Boccia e Rossella Tufano, del gruppo di Bioinformatica del Ceinge-Biotecnologie avanzate coordinato da Giovanni Paolella, secondo quanto rivelano i ricercatori "si basa solo sulle sequenze pubblicate in Gisaid, che inevitabilmente non possono rappresentare l'esatta diffusione del virus sul territorio”. La diffusione della variante Delta è stata rapida in Italia. Nell’arco di 2 mesi le sequenze della variante depositate dall’Italia nella banca dati Gisaid sono aumentate di oltre 12 volte: dal 3,4% registrato nel periodo compreso fra il 15 maggio e il 16 giugno all’attuale 42,1%.

Le 9 varianti Covid presenti in Italia

In Italia attualmente vengono segnalate nove varianti del virus SarsCoV2: al primo posto c’è appunto la Delta (B.1.617.2), seguono la variante Alfa (B.1.1.7), isolata in Gran Bretagna, con il 40,8%, e a distanza una delle tre versioni della Gamma, la variante isolata in Brasile. La più frequente è la P.1.1, con il 6,8%, seguita dalla P.1 (4,4%) e dalla P.1.2 (0,2%). Presente inoltre la Eta (B.1.525), identificata la prima volta in Nigeria (0,12%), la Iota (B.1.526) identificata a New York (0,1%), la Lambda (C 37), identificata in Perù (0,1%) e infine la Kappa (B.1.617.1) identificata in India e appartenente alla stessa famiglia della Delta (0,04%).

"Non vi è alcun dubbio che la variante Delta sta producendo in tutta Europa, ma non solo in Europa, un significativo aumento dei casi che richiede la massima attenzione. L'Ecdc prevede che molto presto questa variante diventi prevalente in tutta Europa e tutti gli elementi fanno pensare che la stessa valutazione sarà valida anche per l'Italia", le parole del ministro della salute, Roberto Speranza, durante il question time alla Camera. "Con la regia dell'Istituto superiore di sanità abbiamo lavorato negli ultimi mesi per rafforzare la nostra capacità di sequenziamento: ci sono – ha detto il ministro – 112 laboratori che lavorano per sequenziare. Il dato definitivo per il mese di giugno è al momento quello del 6% dei casi che vengono sequenziati ma dobbiamo aumentare questo numero".

La variante Delta in Europa

La variante Delta non accenna a frenare in molti Paesi europei: nel giro di una settimana l’Austria ad esempio ha visto triplicarsi il numero dei nuovi positivi al Coronavirus. Le infezioni nei Paesi Bassi sono cresciute del 500% nell'ultima settimana e hanno portato il tasso di positività al 13,4%, trainate dalla variante ex indiana. Anche in Spagna, le regioni corrono ai ripari con nuove restrizioni per bloccare la Delta. Per difendersi dalla variante Delta si punta sui vaccini anti-Covid, strategia giudicata vincente anche secondo l'Ema, che ha sottolineato come la vaccinazione completa sia "vitale" per avere la massima protezione contro il coronavirus, varianti incluse.

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