Scontri in Val di Susa
28 Giugno 2011
12:07

Val di Susa: tregua tra le forze di polizia e i manifestanti

Dopo gli scontri di ieri, la situazione oggi sembra essere più calma. Gli operai sono al lavoro, ma la zona è ancora controllata in modo massiccio dalle forze dell’ordine, mentre i manifestanti annunciano nuove proteste.
A cura di Antonio Palma
Protesta dei No Tav davanti a Palazzo Chigi
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Scontri in Val di Susa

Dopo una giornata di scontri, oggi la situazione alla Maddalena di Chiomonte, in Val di Susa, sembra essere più tranquilla. Dopo lo sgombero forzato dei manifestanti No-Tav, già ieri le ruspe si erano messe al lavoro per recintare la zona e creare uno spazio per i successivi lavori della linea ferroviaria ad alta velocità.

La zona è ancora controllata in maniera ferrea dalle forze dell’ordine che non permettono a nessuno l’accesso all’area. Le strade statali 24 e 25, che ieri erano rimaste interrotte per le manifestazioni di protesta dei No-Tav, oggi sono normalmente percorribili, mentre è naturalmente ancora chiusa l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia per i lavori di apertura del cantiere.

Più che una pace però sembra una tregua armata, le forze dell’ordine hanno montato una base operativa che, presumibilmente, resterà in piedi per molto tempo con lo scopo di presidiare il cantiere. Da parte degli attivisti c’è la volontà di non arrendersi così facilmente come ha espresso uno dei leader della lotta No-Tav, Alberto Perino, che ha dichiarato: “Abbiamo perso una battaglia, ma non la guerra”.

Manifestazioni di protesta si prevedono anche oggi, soprattutto davanti ai palazzi del potere a Torino e a Roma, mentre nella valle si organizzano assemblee e fiaccolate di protesta. Una manifestazione nazionale, inoltre, è prevista per sabato prossimo con partenza da Susa e arrivo a Chiomonte. Nessuno più escludere, però, che anche oggi ci siano blitz dei manifestanti con proteste improvvise e blocchi alla circolazione. Lele Rizzo, del centro sociale Askatasuna, tra i leader del movimento No Tav, ha spiegato che le loro azioni “saranno finalizzate a disturbare il più possibile i lavori”.

Intanto dopo gli scontri di ieri, con un bilancio di un’ottantina di feriti lievi tra manifestanti e forze dell’ordine, nel mondo politico è iniziata un’altra battaglia a colpi di comunicati e dichiarazioni. D’accordo sull’assoluta necessità di quest’opera sembrano essere il leader del Pd, Pierluigi Bersani e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, “non possiamo rischiare di restare fuori dall'Europa” è la parola d’ordine anche dell'ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino.

Di parere nettamente opposto sono tutte le forze politiche di sinistra e il Movimento cinque stelle, che hanno organizzato anche alcune manifestazioni in varie città a sostegno dei contestatori, così come contraria al modo in cui si è proceduto è l’Italia dei Valori. Compatto ovviamente è il Governo che, come ha spiegato il Ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli, considera “la Tav Torino-Lione una priorità da parte dello Stato”e che “l'Italia non può assolutamente arrendersi di fronte a dei contestatori” anche perché in pericolo non ci sono solo i 672 milioni stanziati finora, ma anche tutti i finanziamenti futuri per l’opera, come ha avvertito ancora una volta la Commissione Europea.

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