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22 Febbraio 2022
17:38

“Uccise il padre per evitare che aggredisse la madre”, così è stato assolto Alex Pompa

Ha agito per difendere la madre ed evitare una strage: secondo i giudici, Alex Pompa era terrorizzato e ha colpito e ucciso il padre con un coltello nella convinzione di dover difendere se stesso e i familiari.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Ha agito al solo scopo di difendere sé stesso e la madre da un uomo violento. Questa la motivazione che ha portato all'assoluzione di Alex Pompa, il giovane che ha ucciso il padre Giuseppe per legittima difesa il 30 aprile del 2020. L'uomo aveva aggredito più volte la compagna, esercitando violenza anche sui due figli. Quella sera del 2020, Alex ha reagito per evitare che sua madre avesse la peggio. "Tanto sangue in un omicidio d'impeto della quale sembrava da subito essere noto l'autore" scrivono i giudici nelle motivazioni dell'assoluzione. La Corte ha evidenziato che quel giorno il padre ormai defunto del 18enne di Collegno aveva spiato la moglie mentre si trovava sul posto di lavoro e aveva notato un'interazione con un collega che lo aveva fatto arrabbiare. L'uomo ha poi aggredito la consorte appena arrivata sulla soglia di casa.

Giuseppe Pompa, dopo aver detto ai familiari che li avrebbe uccisi, si è diretto in cucina per recuperare dei coltelli. Alex, allora appena 18enne, è intervenuto per difendere se stesso e i suoi cari da un pericolo imminente. Corso in cucina, ha afferrato un coltello e si è scagliato contro il padre colpendolo 34 volte. Una vera e propria lotta per la sopravvivenza, secondo la Corte, che Alex ha portato a termine per difendere la sua famiglia. Il giovane di 18 anni, inoltre, veniva da mesi di lockdown e aveva vissuto l'ambiente familiare tossico e violento senza possibilità di allontanarsi. Secondo i giudici il contesto psicologico potrebbe aver portato il ragazzo all'esasperazione e avrebbe aumentato ulteriormente la sua paura "più che giustificata".

In aula quell'inferno è stato testimoniato dai messaggi depositati dagli avvocati Claudio Strata e Giancarla Bissattini. Da quelle righe è emerso il clima di terrore che da anni si respirava in casa. Il pm Alessandro Aghemo aveva chiesto per Alex una condanna a 14 anni di carcere che però per i giudici non è apparsa adeguata. L'omicidio infatti sarebbe avvenuto solo nella convenzione di doversi difendere e di dover evitare una strage.

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