Un mago della truffa, questo personaggio di cui si mette in dubbio anche il nome. Antonio Fiore, così si presentava alle sue vittime, è riuscito in meno di un mese a mettere a segno un colpo ingegnoso con la quale ha portato via circa 2mila euro a truffato. Di lui restano un numero di cellulare, cui non risponde nessuno, e una fotografia in bianco e nero, probabilmente falsa.

Il meccanismo della truffa

Tutto comincia a fine aprile, quando Antonio Fiore posta su Facebook Marketplace delle offerte particolarmente interessanti: 1500 + IVA per l'anticipo di un Renegade e 200 euro al mese di rata per 24 mesi, assicurazione Kasko inclusa. Un'offerta che non ha uguali sul mercato, del 50% inferiore alle migliori reperibili online.

Una simile proposta attira moltissimi clienti. L'offerta infatti è dedicata anche ai segnalati CRIF, la centrale rischi finanziari, e alle persone con debiti con il fisco e ai senza reddito. Un problema che riguarda molti.

Alcuni dei truffati, per liquidità o in difficoltà economica, vendono la loro macchina per avere il denaro sufficiente a pagare l'anticipo richiesto da Fiore, che invia loro un contratto intestato alla sua società, la Fiorent Car di Fiore Antonio, con sede in via Beulard 6 a Torino, e chiede loro l'anticipo, da versare direttamente sul suo conto con bonifico

Il ruolo degli intermediari

Fiore però non agisce da solo, recluta almeno due intermediari. Questi ultimi rispondono a un annuncio che propone l'incarico di "segnalatore" di potenziali clienti, con una provvigione per ciascun affare andato a buon fine. Gli intermediari accettano e cominciano il lavoro, postando su Facebook Marketplace le offerte e portando decine di segnalazioni. Solo uno di questi porta in un mese 67 potenziali clienti a Fiore, il quale prima di accettarli e partire con la truffa, finge anche un "controllo di solvibilità".

"E' stato molto furbo – racconta uno dei segnalatori che è finito in mezzo alla truffa, M.F. – non tutti i controlli dei segnalati andavano a buon fine. Non sono mai riuscito a vederlo in viso a causa del lockdown, ha organizzato tutto per rendersi più credibile possibile"

Anche M.F. finisce denunciato dai truffati, starà ai carabinieri fare chiarezza per capire se effettivamente questa persona risulta complice di Fiore oppure no. Da quello che è emerso dalle conversazioni con i truffati, sono in molti a credere all'innocenza dei due broker reclutati online da Fiore.

"Nel caso ci fosse un procedimento e mi venisse chiesto di restituire il denaro che ho percepito con le segnalazioni – mi racconta con la voce rotta M.F. – lo farei senza nessun problema, io sono una persona onesta"

M.F riceve 2700 euro da Antonio Fiore per 11 trattative andate in porto, ovvero per avergli portato 11 vittime da truffare. "Ha approfittato del lockdown per cercare persone che avevano bisogno di un lavoro perchè l'avevano perso a causa del virus – continua il racconto – Io ho 59 anni, sono distrutto e anche la mia reputazione è andata perduta"

Dopo la segnalazione da parte dei broker e il "controllo di solvibilità", le vittime ricevono messaggi e telefonate del signor Fiore, il quale si mostra abile e affabile, mostrandosi anche apparentemente solido dal punto di vista burocratico.

"Ho fatto dei controlli – racconta Attilio Cordova, il portavoce dei truffati – e mi è sembrato tutto regolare. Partita iva registrata alla Camera di Commercio di Torino dal 2018, conto aperto nel 2018. Questo signore si è anche finto un personal shopper di Urcar, aveva la sua pagina nel loro sito, questo mi ha convinto a fidarmi di lui"

La società di noleggio a lungo termine

Nella truffa viene coinvolta, suo malgrado, anche una società di Roma. Durante il lockdown, approfittando delle norme che impedivano alle persone di incontrarsi, Fiore si iscrive al sito di Urcar.it, società che effettua servizi di consulenza per il noleggio e la vendita di autovetture.

Bastano una ventina di giorni di "presenza" sul sito di Urcar per dare la credibilità che serve al sedicente Fiore. La società, interpellata nella persona del CEO Pasquale Carillo, commenta dal sito: "(Fiore) fece istanza per aderire al modello Urcar!, in cui singoli consulenti possono gestire le negoziazioni ottenute dalla nostra organizzazione, dichiarando esperienza ed integrità, attivando così un’utenza sulla nostra piattaforma on line. Tuttavia, dopo poco tempo […] non gli è stato concesso l’ingresso ufficiale e anche la sua utenza è stata disabilitata".

Fiore sparisce e con lui i soldi

Fiore ha sempre dichiarato a tutti i suoi clienti che avrebbe consegnato le auto tra il 15 e il 20 di giugno e fino all'ultimo li ha rassicurati tutti. Chiamate continue, conversazioni a proposito del colore e delle finiture delle auto in arrivo, chilometraggio e assicurazione.

"Un bravo venditore – ammette amaramente uno dei truffati che ha chiesto di restare anonimo – che mi ha convinto e mi ha coinvolto".

Poi, dal 10 giugno pomeriggio, Fiore si rende irreperibile. Non risponde al cellulare, nè su Whatsapp. Anche il sito viene messo giù. Quando Attilio Cordova, il portavoce dei truffati, fa una recensione negativa sulla pagina Facebook di Fiorent Car, la pagina viene chiusa in fretta e furia ma questo basta a far emergere le proporzioni della truffa. Sono oltre 40 e si ritrovano online in un gruppo Facebook i fregati da Fiore, che hanno tutti sporto denuncia nella speranza di riavere il maltolto.