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Trapiantato da 40 anni, la storia di Felice: “Ho avuto una seconda vita grazie a chi mi ha donato i reni”

La storia di Felice, 60enne trapiantato da 40 anni. A Fanpage.it ha raccontato: “Voglio esprimere gratitudine verso chi mi ha donato i reni e per sensibilizzare sulla cultura della donazione”.
A cura di Eleonora Panseri
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Felice, 60 anni.
Felice, 60 anni.

"Voglio esprimere gratitudine verso chi ha fatto questo gesto nobilissimo e per sensibilizzare le persone sulla cultura della donazione degli organi, una tematica molto importante ma anche piena di tabù e poco conosciuta".

Così Felice, 60 anni, originario di Cimitile (Napoli) ma residente a Baiano (Avellino), inizia a raccontare a Fanpage.it la sua storia. "Devo essere felice non solo perché mi chiamo Felice ma anche perché sono qui e posso raccontare questa storia".

"Non vengo da una famiglia con pregressi problemi renali, ma a 22 anni, nel 1985, ho avuto delle prime avvisaglie. Il medico di base allora imputò la situazione allo stress di quel periodo, avevo appena preso in gestione un bar, e mi diede solo riposo assoluto", ricorda.

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Felice ci spiega che la situazione era quindi rapidamente degenerata: "Nel giro di un mese mi sono trovato ipovedente e su una sedia a rotelle. E penso che se non avessi avuto un carattere forte, oggi non sarei qua. Lo devo anche ai miei genitori, visto che sono figlio unico, mi sono fatto forza anche per loro".

Da qui l'inizio del percorso di dialisi, grazie al quale il 60enne era riuscito a riacquistare la vista: "Il problema era infatti dovuto a un'intossicazione interna, mentre con quelli di deambulazione ci convivo tutt'ora".

Pochi anni dopo, nel 1988, è arrivato il primo trapianto presso il Policlinico di Napoli. "È durato 6 anni, durante i quali mi sono sposato e ho avuto la fortuna di avere una figlia. Poi, purtroppo, per un semplice episodio febbrile, si è innescato un rigetto cronico che poco dopo mi ha portato di nuovo in dialisi".

Il percorso in questo caso è durato 9 anni e, ci racconta ancora Felice, "alla soglia dei 40 anni ero convinto che avrei convissuto a vita con questa cosa". E invece, dopo numerose visite ai centri di trapianto del Centro-Nord Italia e un viaggio fino a Boston, nel 2004, è arrivata una bella notizia.

"Sono stato chiamato a Novara e ho fatto un secondo trapianto che, fortunatamente, tutt'ora va alla grande. Certo, ci sono le dovute accortezze e una terapia da 25 compresse al giorno, ma tutto questo è secondario. – spiega – Ho preso bene tutto questo perché devo farlo, devo essere ottimista".

E aggiunge: "In questi anni sono diventato un volontario di vita, cerco di far capire la sua bellezza, perché merita di essere vissuta, a prescindere da tutto. E cerco di portare questo mio messaggio di positività a chi è in attesa di trapianto".

A chi non è ancora convinto riguardo alla donazione Felice dice: "Io porto il mio esempio, tutti potremmo essere più riceventi che donatori. Bisogna pensare che ‘dall'altra parte della barricata' potrebbe esserci una persona cara o noi stessi, in questo caso non vorremmo che tutti fossero donatori?"

E conclude: "Come dico sempre, se sono qui, se ho avuto la possibilità di avere una seconda vita, è perché qualcuno ha detto ‘sì' alla donazione".

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