Un 67enne nel Torinese ha incendiato la propria Fiat Punto e si è chiuso nei veicolo, morendo nell'incendio nella mattinata di ieri mercoledì 27 gennaio 2020. Sul posto sono intervenuti subito i vigili del fuoco che hanno spento l'incendio. L'uomo soffriva da tempo di crisi depressive e dietro il gesto sarebbe questo, secondo la polizia locale, il movente.

L'uomo abitava con la madre e ha versato una tanica di benzina all'interno dell'abitacolo per poi incendiare la vettura. Poco prima che l'auto prendesse fuoco era stato notato da un passante. L'uomo era originario di Paesana ma risiedeva a Piscina con la madre. Per lui, subito dopo l'incendio, non c'è stato nulla da fare. Una storia simile, sempre da Piscina, si era verificata qualche anno fa. Il protagonista era un ventenne che aveva incendiato la sua Citroen e, come il 67enne, si era chiuso all'interno dell'abitacolo in un campo agricolo vicino a Scalegne. Alle cinque di mattina di un sabato si era assicurato di trovarsi in una zona poco trafficata per appiccare il fuoco.

Dopo aver appiccato l'incendio e aver lasciato alla famiglia un biglietto con il quale chiedeva scusa, però, il giovane di 20 anni ci aveva ripensato ed era uscito a fatica dall'auto, chiedendo aiuto all'abitazione più vicina nella quale risiedeva un uomo che ha poi chiamato i soccorsi e lo ha fatto portare in ospedale d'urgenza. Ha lottato per quattro giorni, ma dopo ore di agonia, il ragazzo era morto all'ospedale Cto di Torino dopo esser stato ricoverato all'ospedale con gravissimi ustioni su tutto il corpo. Sul luogo dell'incendio in cui il 67enne ha perso la vita sono intervenuti gli uomini e le donne della polizia locale e dei carabinieri per tutti i rilievi del caso. Si tratterebbe, però, di un gesto volontario che non avrebbe a che fare con un incidente.