Tiene il figlio di 2 anni sospeso a testa in giù fuori dal balcone del settimo piano: “Volevo educarlo”

Voleva educarlo e metterlo in riga dopo tanti capricci, per questo ha preso il suo bimbo di due anni e l'ha fatto penzolare a testa in giù fuori dal balcone del settimo piano. Un metodo educativo non proprio ortodosso che è costato a una mamma pakistana residente nel Torinese l'iscrizione nel registro degli indagati per il tentato omicidio del figlioletto. L'inchiesta poi è stata convertita in abuso dei mezzi di correzione, un reato decisamente meno grave che però ha determinato comunque l'allontanamento del genitore da entrambi i suoi figli.
Secondo quanto ricostruito dalle pagine torinesi del Corriere della Sera, il 29 settembre scorso, la donna era stata vista da una vicina mentre teneva per i piedi il figlio fuori dal balcone della sua casa al settimo piano. Un gesto decisamente pericoloso che ha spinto la vicina a contattare le forze dell'ordine. La Polizia, una volta giunta sul posto, ha posto fine al gesto che sembrava a prima vista un tentativo di omicidio, reato per il quale la Procura di Torino aveva aperto un fascicolo a carico della donna. Il piccolo e l'altro figlio della donna sono stati quindi tolti alla custodia della mamma e dopo un periodo in affidamento a un'altra famiglia sono stati inseriti in una comunità per minori.
La madre del piccolo, emigrata da pochi mesi dal Pakistan al piccolo comune di Madonna di Campagna, si sarebbe giustificata dicendo di non volere fare del male al piccolo. Il suo sarebbe stato solo un tentativo di "educarlo" dato che quel giorno era particolarmente indisciplinato e capriccioso, e lo avrebbe fatto secondo gli usi del suo paese d'origine.
Anche alla luce della testimonianza della mamma, il pm ha modificato il fascicolo d'inchiesta da tentato omicidio ad "abuso dei mezzi di correzione", che punisce chi, per finalità educative, utilizza metodi sproporzionati. In attesa che l'indagine faccia luce sulle competenze genitoriali della donna la famiglia è seguita dai servizi sociali.