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“Ti darò la caccia”: gli ultimi messaggi di Riccardo Salvagno a Sergiu Tarna e il giallo del movente

Minacce e intimidazioni tra Natale e Capodanno precedono l’uccisione di Sergiu Tarna a Mira, in Veneto. Le indagini si concentrano sul movente della droga ma non escludono altre piste.
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Riccardo Salvagno (a sinistra) e Sergiu Tarna (a destra)
Riccardo Salvagno (a sinistra) e Sergiu Tarna (a destra)

"Ti darò la caccia, preparati", sarebbe uno dei messaggi scritti nel pomeriggio dello scorso 25 dicembre da Riccardo Salvagno a Sergiu Tarna, il 25enne trovato senza vita in un campo di Mira, in Veneto, con un colpo d'arma da fuoco nella tempia.

Salvagno, vigile urbano 40enne, è ritenuto l'autore di quella che gli inquirenti hanno definito una "esecuzione" in piena regola avvenuta la notte del 31 dicembre. Quell'episodio però sarebbe stato preceduto da una serie di chat e messaggi scambiati soprattutto su Telegram, che raccontano la tensione crescente tra il vigile urbano di Venezia e il cameriere di origine moldava.

Il punto di rottura, secondo le ricostruzioni, sarebbe stata una litigata avvenuta la sera del 26 dicembre e riportata da alcuni testimoni alle forze dell'ordine, seguita pochi giorni dopo dall'invito a un incontro da parte di Salvagno al quale però Tarna non ha dato riscontro, o almeno non lo ha fatto nelle chat visionate dagli inquirenti. Questo avrebbe portato il vigile 40enne a cercare Tarna in via Miranese e a farlo salire in macchina con l'aiuto di uno o più complici.

Per chi indaga è plausibile che il movente sia maturato nell'ambito del traffico illecito di stupefacenti, ma al momento nessuna pista è esclusa. Nelle ore successive all'arresto di Salvagno alcune testimonianze avrebbero indirizzato gli inquirenti verso un contesto completamente diverso: Tarna sarebbe stato in possesso di un video con protagonista il vigile e una cubista, e si sarebbe rifiutato di cancellarlo.

Raggiunto da Fanpage.it subito dopo l'arresto di Salvagno, l'avvocato Guido Galletti ha smentito ricostruzioni legate all'ambito delle relazioni personali del suo assistito sottolineando che "ci sono aspetti in evoluzione".

Nel frattempo, gli inquirenti sono alla ricerca dell'arma del delitto. Introvabile è anche la Glock data in dotazione dai vigili.

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