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10 Dicembre 2021
19:28

Testimone palpeggia la sposa alle nozze e provoca rissa, condannato per violenza sessuale

La condanna inflitta al testimone di nozze che palpeggiò la sposa al matrimonio del suo amico, nel maggio scorso, facendo scoppiare una rissa in un ristorante salentino.
A cura di Antonio Palma
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Un anno e otto mesi di reclusione per violenza sessuale, è la condanna inflitta dal Tribunale di Lecce al testimone di nozze protagonista, nel maggio scorso, di un assurdo gesto durante il pranzo nuziale di due suoi amici, quando palpeggiò la sposa facendo scoppiare una rissa in un ristorante salentino, a Specchia. È questa infatti la sentenza di primo grado emessa contro il 26enne originario di Tricase ma residente a Corigliano d’Otranto protagonista della rissa poi immortalata da un video che divenne virale sui social. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti dopo la rissa, a scatenare la rabbia del neo sposo i palpeggiamenti che il suo testimone di nozze  aveva riservato alla sposa durante il banchetto.

Attraverso le testimonianze e i video di quella giornata, gli inquirenti hanno stabilito che l'imputato si è avvicinato alla sposa al bancone del bar e, dopo averla abbracciata, avrebbe allungato le mani più volte sul suo seno palpeggiandola. Al termine del processo svolto con rito abbreviato, il giudice per le udienze preliminari quindi lo ha condannato a un anno e otto mesi. Nei confronti del giovane  il giudice per le udienze preliminari ha stabilito però anche l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente la tutela e la curatela, nonché da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado e da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori.

Una pensa comunque meno severa di quella chiesta dal pubblico ministero che aveva avanzato una ipotesi di due anni di reclusione oltre alle pene accessorie. Il gup ha riconosciuto alla vittima della molestia sessuale, che si era costitutiva parte civile nel processo, anche il risarcimento del danno che però dovrà essere quantificato in separata sede con un altro giudizio. L'imputato però si è già detto pronto a ricorrere in appello sostenendo invece che la vittima della risa è lui. Lo stesso testimone di nozze infatti nei mesi scorsi ha denunciato per lesioni gravi lo sposo, il fratello e il padre dell’uomo, per averlo aggredito – a suo dire – perché si rifiutava di bere

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