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News sull'omicidio del 19enne Mahmoud a Genova

Teschio sulla spiaggia a Chiavari, le ossa potrebbero non essere di Mahmoud Abdalla: “Troppo consumate”

Saranno i Ris di Parma ad analizzare il teschio trovato in spiaggia a Chiavari, in Liguria. L’ipotesi è che le ossa possano appartenere al 19enne Mahmoud Abdalla, assassinato a Sestri Levante perché voleva cambiare lavoro e lasciare il negozio di barbieri dei due killer. Da una prima ispezione, però, i resti sarebbero troppo rovinati per essere dell’adolescente.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Saranno i Ris di Parma ad analizzare il teschio restituito dal mare a Chiavari, in Liguria. Gli specialisti tenteranno di capire se le ossa (parte frontale di un cranio e di una mandibola) appartengano effettivamente al giovane barbiere Mahmoud Abdalla, ucciso a Sestri Ponente nella notte tra il 23 e il 24 luglio del 2023. 

Del 19enne non era mai stata trovata la testa e il suo corpo era stato mutilato anche delle mani. Il busto del giovane era stato brutalmente gettato alla foce del fiume Entella dopo il delitto. L'ipotesi di una restituzione di quel cranio da parte del mare, però, potrebbe non essere esatta: secondo una prima ricognizione, le ossa sarebbero troppo consumate per appartenere al 19enne.

Eppure il punto in cui è avvenuto il ritrovamento è stato più volte oggetto di perlustrazioni degli inquirenti nel tentativo di ritrovare la testa del barbiere assassinato. Le ossa sono state recuperate nella porzione di spiaggia incastonata tra Colmata a mare e la foce del fiume Entella, proprio dove i due killer, Abdelwahab Kamel detto Tito e Abdelghani Alì detto Bob, avrebbero gettato le parti del corpo mutilate del 19enne.

I due, ex datori di lavoro del giovane, sono stati condannati lo scorso novembre all'ergastolo con isolamento diurno. I due avrebbero agito per vendicarsi della decisione del ragazzo di lasciare il "Barber Shop Ali" per passare a un negozio della concorrenza.

Secondo quanto era emerso dalle indagini, i due avevano attirato Mahmoud in una trappola per poi ucciderlo e nasconderlo in una valigia. Con quella i killer sono arrivati a Chiavari, verso il greto dell'Entella. Qui hanno fatto il cadavere a pezzi per evitare il riconoscimento e gettato i resti in mare. Il giorno dopo l'occultamento, l'acqua ha restituito solo il corpo del barbiere assassinato nell'appartamento di via Vado, usato come dormitorio da molti dipendenti del salone. 

Abdelghani Alì, detto Bob, è l'unico dei due killer ad aver collaborato con gli inquirenti. Nonostante l'aiuto fornito nel ritrovamento dei resti del giovane dopo il fatto, Bob ha ricevuto la stessa pena di Abdelwahab Kamel detto Tito perché entrambi, secondo la Corte, avrebbero partecipato al massacro. Era stato proprio Bob, pochi giorni dopo l'arresto, a indicare la foce dell'Entella come luogo dove era stata gettata anche la testa del barbiere 19enne. Nonostante le ricerche condotte per giorni, i militari del nucleo Subacquei dell'Arma non avevano trovato nulla.

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