Resta forte la pressione sulle strutture ospedaliere in Italia a causa della pandemia di Covid-19. Nonostante il bollettino di oggi, venerdì 16 aprile, mostri una calo del numero dei pazienti ricoverati in area critica (-844 nelle ultime 24 ore) e di quelli in terapia intensiva (-51) ma con 199 nuovi ingressi, a livello nazionale è stata superata di 7 punti percentuali la soglia critica di occupazione dei posti letto in TI del 30% individuata dal decreto del Ministro della Salute del 30/4/2020, arrivata ora al 37%, secondo i dati di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, aggiornati al 15 aprile 2021. La situazione, comunque in miglioramento rispetto alle scorse settimane, è poi molto diversa da regione a regione.

Le regioni in cui le terapie intensive sono sotto pressione

Come abbiamo visto, a livello nazionale le terapie intensive sono occupate al 37%, sopra la soglia d’allerta fissata al 30%. Tra quelle che fanno registrare le percentuali maggiori ci sono l'Emilia Romagna (41%), il Lazio (41%), il Friuli Venezia Giulia (37%), la Liguria (37%). Ma quella messa peggio da questo punto di vista resta la Lombardia, con il 52% dei posti letto in TI occupati, seguita dal Piemonte (50%). Non va meglio in Puglia (47%), nelle Marche (45%), in Toscana (45%), in Molise (41%), in Valle d'Aosta (40%) e nella Provincia autonoma di Trento (38%). Poco sopra la soglia d'allerta c'è la Calabria (32%). È migliorata molto la situazione in Abruzzo (26%) che solo fino a qualche settimana fa era una di quelle in cui la pressione sugli ospedali era più forte. Stessa percentuale è stata raggiunta anche dalla Sardegna (26%). Tra le Regioni con le percentuali più basse ci sono la Basilicata e la provincia autonoma di Bolzano.

Cosa dice la Cabina di Regia sulla pressione ospedaliera

Come hanno sottolineato Silvio Brusaferro dell'Iss e Gianni Rezza, direttore della prevenzione del Ministero della Salute, illustrando in conferenza stampa oggi i dati del monitoraggio settimanale sulla situazione epidemiologica in Italia, anche se la curva dei contagi decresce lentamente, "c'è ancora preoccupazione per il sovraccarico sulle strutture ospedaliere. Vi è una lenta decrescita dei ricoveri sia in area medica che in terapia intensiva, in particolare per questi ultimi abbiamo ancora superamento della soglia critica al 39%, quindi di 9 punti percentuali. La situazione però è molto diversificata a livello regionale. Attualmente, la Sardegna si trova in uno scenario 3, con l'Rt più alto d'Italia, mentre Sicilia e Valle d'Aosta sono in uno scenario 2″. Da qui, ha continuato Brusaferro, la raccomandazione della Cabina di regia è di "mantenere sempre elevata la guardia e quei comportamenti che sappiamo sono in grado di contenere la trasmissione di questo virus, di cui ora è dominante la variante inglese".